Primavera e riformisti, il 31 gennaio a Roma per costruire un’alternativa politica

23.01.2026 20:15
Primavera e riformisti, il 31 gennaio a Roma per costruire un'alternativa politica

Primavera si Ripresenta a Roma: Un Bilancio e un’Ambizione

Roma, 23 gennaio 2026 – Un anno dopo il battesimo, Primavera torna a farsi sentire. E lo fa scegliendo Roma, il Salone delle Colonne dell’Eur, venerdì 31 gennaio, per una giornata che ha il sapore del bilancio ma soprattutto dell’ambizione. L’associazione politica promossa dall’ex ministro Vincenzo Spadafora chiama a raccolta il mondo riformista e progressista con una kermesse che vuole essere più di un convegno: una prova di tenuta e, insieme, un rilancio, riporta Attuale.

Dalle 10 del mattino, sul palco si alterneranno nomi che raccontano un’area politica in cerca di sintesi. Ci saranno Ernesto Maria Ruffini, fondatore di Più Uno, la sindaca di Genova Silvia Salis, il sindaco di Milano Beppe Sala, Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera, e Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia.

Presenze che, lette tutte insieme, disegnano una mappa: amministratori, riformisti, civici, pezzi di centrosinistra che dialogano, pur partendo da storie e sensibilità diverse. Spadafora lo dice senza giri di parole: l’anniversario non è una celebrazione, ma un passaggio politico. “Mettere insieme la forza delle idee e delle parole” è l’obiettivo dichiarato, in un contesto segnato da due fattori che pesano come macigni: da un lato l’attuale assetto delle destre al governo, dall’altro la frammentazione del campo progressista, incapace finora di trovare una narrazione comune e una proposta riconoscibile.

Primavera prova a collocarsi proprio lì, in quello spazio che spesso resta scoperto tra i partiti tradizionali e la società civile. Non a caso, accanto ai leader politici, sono attesi rappresentanti del mondo istituzionale, associativo, imprenditoriale e amministrativo che negli ultimi mesi hanno incrociato il percorso dell’associazione sui temi sociali, economici e civili. E anche voci della cultura e dello spettacolo, come Veronica Pivetti, a sottolineare l’idea di una politica che non parli solo a se stessa.

Il messaggio è chiaro: costruire un’alternativa credibile non può essere il frutto di una sommatoria di sigle, ma di un lavoro paziente sulle idee e sulle relazioni. La giornata del 31 gennaio servirà a capire se Primavera è destinata a restare un laboratorio o se ambisce a diventare qualcosa di più strutturato nel panorama del centrosinistra.

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