Proteste in Israele contro la proposta di legge sulla leva militare per gli ultraortodossi
Giovedì, centinaia di migliaia di persone ebree ultraortodosse hanno protestato a Gerusalemme contro una proposta di legge che mira a imporre loro la leva militare, da cui sono perlopiù esentate fin dalla fondazione dello stato di Israele nel 1948. La proposta, avanzata da Boaz Bismuth, deputato del partito di destra del primo ministro Benjamin Netanyahu, è stata letta e diffusa dal canale televisivo Channel 12 e dovrebbe iniziare il suo percorso parlamentare lunedì, riporta Attuale.
La proposta attuale è considerata relativamente blanda rispetto alle riforme discusse negli scorsi anni, in quanto non prevede un obbligo generalizzato ma il raggiungimento di alcune “quote” di adesione alla leva da parte degli ultraortodossi.
Tuttavia, la loro comunità ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di modifica dell’attuale esenzione. Ogni volta che si discute di questo tema, si organizzano grandi manifestazioni. Quella di giovedì è stata una delle più significative degli ultimi anni.
I manifestanti hanno bloccato diverse strade e svincoli della città; la polizia è stata costretta a chiudere temporaneamente un tratto dell’autostrada 1, la principale del paese, oltre alla stazione ferroviaria di Gerusalemme. Alcuni partecipanti si sono arrampicati sui tetti delle case e delle stazioni di benzina, probabilmente per evitare la calca. Un ragazzo di 15 anni è morto cadendo da un edificio in costruzione mentre cercava di osservare meglio le proteste.
In Israele, il servizio militare è obbligatorio per tutti, ma le persone ebree ultraortodosse ne sono esentate per potersi dedicare agli studi religiosi. Il dibattito su questa esenzione è in corso da anni nel paese e si è intensificato a seguito degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023, quando decine di migliaia di civili israeliani sono stati richiamati a servire nell’esercito.
Lo scorso anno, la Corte suprema israeliana aveva ordinato al parlamento di abolire l’esenzione, ma finora non si è concretizzato alcun cambiamento, principalmente a causa dell’opposizione di diversi partiti che rappresentano la comunità ortodossa e che detengono una notevole influenza politica all’interno della maggioranza in supporto del governo Netanyahu.