Proteste antigovernative in Francia, mobilitati 80mila poliziotti e quasi 300 arresti

10.09.2025 16:35
Proteste antigovernative in Francia, mobilitati 80mila poliziotti e quasi 300 arresti

Proteste antigovernative in Francia: “Bloquons tout” mobilita città come Parigi e Nantes

Dalla mattina di mercoledì, diverse città francesi tra cui Parigi, Nantes e Tolosa sono state teatro di proteste antigovernative sostenute da gruppi di manifestanti chiamati “Bloquons tout”. Queste manifestazioni, organizzate settimane fa, sono state confermate dopo la caduta del governo di François Bayrou e la nomina di un nuovo primo ministro, Sébastien Lecornu. Attualmente non è chiaro quante persone abbiano partecipato; ci sono segnalazioni di scontri limitati tra manifestanti e forze di polizia, riporta Attuale.

Il movimento “Bloquons tout” non dispone di leader riconosciuti e presenta somiglianze con quello dei “gilet gialli”, che nel 2018 hanno avviato proteste su vasta scala in reazione a un aumento della tassa sul carburante, sfociando poi in una critica generalizzata al governo. A differenza dei gilet gialli, però, i manifestanti di ora sono per lo più giovani e con una forte coscienza politica.

Le critiche principali riguardano la legge di bilancio per il 2026, ideata per affrontare il debito pubblico francese, che ha portato alla caduta del governo Bayrou. Questa legge include misure impopolari come l’abolizione di due giorni festivi e la sospensione dell’adeguamento delle pensioni pubbliche all’inflazione. Nonostante il cambio di governo, la direzione della legge, dettata da Macron, sembra rimanere invariata: si punta a realizzare tagli per contenere il deficit, mantenendo però intatti i fondi per la spesa militare.

I sostenitori di “Bloquons tout” affermano che il governo richiede molto da chi ha poco, critico invece per la riforma delle pensioni, un tema storico problematico per la Francia. Una manifestante di 43 anni, intervistata da Reuters, ha dichiarato: «Sono estremamente arrabbiata per il sistema politico che abbiamo in Francia, che favorisce le grandi imprese, i miliardari molto ricchi e che, a poco a poco, sta erodendo i diritti della classe operaia, delle persone che fanno girare il paese».

Le manifestazioni erano state pubblicizzate intensamente e, per contenere possibili scontri, circa 80.000 poliziotti sono stati dispiegati in tutto il paese, con oltre 6.000 a Parigi. Alle 13, la polizia ha riferito di quasi 300 arresti, di cui oltre 170 nella capitale, e di circa 430 azioni di protesta che si sono svolte in tutto il territorio francese, dalla chiusura delle strade a blocchi in istituti scolastici e musei, fino ad autostrade e stazioni.

Alla Gare du Nord, la principale stazione di Parigi, gli accessi sono stati temporaneamente chiusi e poi riaperti sotto sorveglianza della polizia per prevenire tentativi di blocco. Circa 25 musei e monumenti pubblici, tra cui il Musée d’Orsay e il Pantheon, sono rimasti chiusi al pubblico.

A Caen, i manifestanti hanno appiccato fuoco a degli oggetti sul viadotto di Calix, bloccando il traffico; a Bordeaux, un gruppo ha eretto una barricata alla stazione dei tram, ma sono stati allontanati pacificamente dalla polizia. A Nantes, ci sono stati tentativi di bloccare le rotatorie vicino al viadotto di Cheviré, con l’uso di gas lacrimogeni da parte delle forze di polizia per disperdere la folla. Anche a Marsiglia, un corteo è stato fermato dalle forze antisommossa, che hanno fatto uso di gas lacrimogeni.

1 Comments

  1. Che situazione! La Francia è di nuovo in subbuglio… ma è mai stato diverso? Sembra che il governo abbia perso il contatto con la gente. Toglierci giorni festivi e non adeguare le pensioni all’inflazione? È davvero scandaloso! Ma la cosa che mi colpisce è la maggiore partecipazione dei giovani, forse finalmente stanno prendendo coscienza che qualcosa deve cambiare.

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