Proteste giovanili in Asia: il Nepal è al centro di un fenomeno antigovernativo crescente

15.09.2025 17:35
Proteste giovanili in Asia: il Nepal è al centro di un fenomeno antigovernativo crescente

Proteste giovanili in Nepal sfociano nel rovesciamento del governo

Le proteste in Nepal, culminate nel rovesciamento del governo e nella nomina di un nuovo esecutivo ad interim guidato da Sushila Karki, ex presidente della Corte suprema, rappresentano l’ultima manifestazione di un’ondata di rivolte contro i governi dell’Asia meridionale e sud-orientale, a partire dal Bangladesh e dall’Indonesia fino allo Sri Lanka. Tali eventi sono stati etichettati da alcuni media come una «primavera asiatica», riconoscendo analogie con le proteste della primavera araba del 2011, sebbene si tratti di un confronto audace. Tuttavia, i punti in comune fra queste mobilitazioni giovanili sono evidenti, riporta Attuale.

Queste manifestazioni sono caratterizzate da una forte partecipazione giovanile. In Nepal, la Gen Z ha assunto un ruolo centrale, con molti manifestanti di età scolastica che hanno preso parte attivamente alle proteste.

Nel 2022, migliaia di giovani avevano già costretto il presidente dello Sri Lanka, Gotabaya Rajapaksa, a fuggire. Nel 2024, il movimento studentesco in Bangladesh ha portato alla caduta della premier Sheikh Hasina. Recentemente, in Indonesia, le manifestazioni hanno avuto inizio contro il governo autoritario di Prabowo Subianto, che ha mantenuto il controllo grazie all’appoggio dell’esercito.

Il contributo giovanile è fortemente influenzato dalla demografia: l’età mediana in Asia si attesta attorno ai 31 anni, con valori di circa 25 anni in Nepal e Bangladesh. In contrasto, l’Italia ha un’età mediana superiore di quasi 18 anni, evidenziando un gap generazionale che influisce sulla mobilitazione politica.

Le proteste in questione rispecchiano un malcontento verso la classe dirigente, ritenuta incapace e corrotta. In Nepal, la decisione di chiudere alcuni social media ha innescato le manifestazioni, mentre in Sri Lanka la crisi economica ha scatenato l’insurrezione popolare. Analoghi eventi di corruzione hanno alimentato le rivolte in Bangladesh e Indonesia.

I leader rimossi nei tre paesi hanno tutti superato i 70 anni, mentre l’economia attraversava una fase di crisi e alta disoccupazione giovanile. Questo contesto ha contribuito a creare un clima di rabbia e frustrazione, alimentato da eventi specifici che hanno segnato in modo ineluttabile il corso delle proteste.

In Nepal, dopo il blocco di alcune piattaforme social, i giovani hanno manifestato contro i privilegi politici, un fenomeno riscontrato anche nei paesi limitrofi. In Sri Lanka, il paese ha affrontato massicce proteste per le difficoltà economiche; mentre in Bangladesh, l’introduzione di leggi sfavorevoli ha alimentato il malcontento verso il governo.

Nonostante i numerosi elementi in comune, ogni mobilitazione ha metriche e articolazioni uniche. In Nepal, il futuro del nuovo governo rimane incerto, mentre gli sviluppi in Indonesia non hanno portato alla caduta del governo. Tuttavia, il presidente ha promesso di eliminare i privilegi dei parlamentari. In Bangladesh, l’ex premio Nobel Muhammad Yunus è stato nominato primo ministro ad interim e ha annunciato nuove elezioni nel febbraio 2026.

In Sri Lanka, le elezioni del 2024 hanno eletto Anura Kumara Dissanayake, il quale ha promesso di combattere la corruzione e rivitalizzare l’economia, con il paese che ha manifestato segnali di ripresa, sebbene le prospettive future rimangano incerte.

1 Comment

  1. Cosa sta succedendo in Nepal è pazzesco! I giovani che si fanno sentire sono una speranza, ma il fatto che debbano arrivare a rovesciare un governo… è una cosa incredibile. In Italia, invece, la gioventù sembra più distratta da social e influencer che dalla politica. Sarà che siamo troppo abituati a subire?

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