Putin conferma il sostegno a Maduro: «Solidarietà contro le pressioni esterne»

11.12.2025 18:25
Putin conferma il sostegno a Maduro: «Solidarietà contro le pressioni esterne»

Putin sostiene Maduro nel contesto di crescenti tensioni

Vladimir Putin ha contattato Nicolas Maduro per esprimere il suo pieno sostegno contro la crescente pressione esterna. Il leader russo si riferisce in particolare all’escalation recente tra Stati Uniti e Venezuela, culminata nel sequestro di una petroliera al largo delle coste venezuelane da parte dell’amministrazione Trump, e al supporto internazionale crescente per l’opposizione di Maduro e per la premio Nobel Maria Corina Machado. Dopo un lungo periodo di clandestinità, Machado ha raggiunto Oslo, dove ha dichiarato: «Sono qui per ricordare al mondo cosa sta succedendo in Venezuela e perché il Venezuela è importante. La mia speranza è che il mio Paese torni libero». Il governo di Maduro accusa la Machado, figura di spicco dell’opposizione, di complotto e terrorismo, minacciando di considerarla fuggitiva se avesse accettato il Nobel. Tuttavia, Machado ha ribadito: «Tornerò in Venezuela», riporta Attuale.

La telefonata Putin – Maduro

L’amicizia tra Russia e Venezuela si è consolidata sin dai tempi di Hugo Chávez, predecessore di Maduro. Negli ultimi anni, il Venezuela ha assunto un ruolo chiave come principale alleato della Russia in America Latina, sia sul fronte commerciale che su quello energetico e militare. Un’inchiesta di Reuters nel 2019 aveva anche rivelato la presenza di mercenari russi per la difesa di Maduro.

Le tensioni tra Usa e Venezuela

Con l’aggravarsi delle tensioni, gli Stati Uniti, sotto la presidenza Trump, hanno intensificato la loro presenza navale nei Caraibi, lanciando attacchi contro navi accusate di narcotraffico. Il presidente Usa ha definito il governo di Maduro come un «narco-Stato», mentre le operazioni si stanno rivelando anche di natura politica. Poco più di un mese fa, Trump aveva affermato che Maduro aveva «i giorni contati».

Machado a Oslo

Machado è arrivata a Oslo poco dopo che sua figlia aveva ritirato il Premio Nobel per la Pace al suo posto. Ha incontrato i sostenitori e ha dichiarato che «la società venezuelana ha fatto di tutto per una transizione democratica» denunciano che «la dittatura di Maduro collabora con gruppi terroristici». Tuttavia, ha chiesto di non rivelare dettagli sulla sua fuga dal Venezuela, giustificando che «il regime voleva impedirmi di venire, ma non sapevano dove mi trovassi» e ha ricevuto supporto dal governo degli Stati Uniti.

Il viaggio rocambolesco della premio Nobel

Secondo un’indagine del Wall Street Journal, il viaggio di Machado da Caracas a Oslo è durato tre giorni. Indossando travestimenti, la Machado e le due persone che l’hanno assistita hanno superato 10 posti di blocco militari prima di imbarcarsi su una barca di pescatori nel Mar dei Caraibi, diretto verso l’isola di Curacao.

Il comando militare americano è stato avvisato per garantire la sicurezza della barca, mentre Machado successivamente ha preso un volo privato per Oslo. Machado ha ringraziato quanti hanno rischiato la vita per aiutarla e ha dichiarato la sua intenzione di tornare in Venezuela per combattere per la libertà del suo popolo.

«Non dirò quando o come», ha aggiunto, «ma voglio mettere fine alla tirannia molto presto e avere un Venezuela libero».

1 Comment

  1. Incredibile come la Russia continui a sostenere un regime così contestato. Non so voi, ma a me risulta difficile capire come Maduro possa avere ancora alleati in un momento del genere… La situazione in Venezuela è drammatica e sembra che il resto del mondo non faccia nulla per fermarla. Mi chiedo se ci sia speranza per un futuro migliore…

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