Putin e Haftar alleati per scatenare una nuova crisi migratoria in Europa

12.08.2025 12:00
Putin e Haftar alleati per scatenare una nuova crisi migratoria in Europa
Putin e Haftar alleati per scatenare una nuova crisi migratoria in Europa

L’Unione Europea osserva con preoccupazione un aumento dei voli tra Bengasi, in Libia orientale, e Minsk, che indica una possibile collaborazione tra Vladimir Putin, il leader bielorusso Alexander Lukashenko e il generale libico Khalifa Haftar. L’obiettivo sarebbe favorire una nuova ondata di migrazione illegale verso l’UE, replicando una strategia già vista nel 2021. La Commissione Europea ha monitorato questo incremento di collegamenti aerei, interpretandolo come un segnale di coordinamento geopolitico volto a destabilizzare il blocco comunitario.

La crisi migratoria come strumento di pressione politica e destabilizzazione

L’estate 2021 ha visto decine di migliaia di migranti, principalmente provenienti dal Medio Oriente, facilitati da Minsk nel tentativo di attraversare i confini orientali dell’UE, causando tensioni in Polonia e Lituania. Tale crisi fu orchestrata da Russia e Bielorussia per distrarre l’attenzione dall’imminente invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. I dati evidenziano un’impennata dei voli da Bengasi a Minsk da maggio a luglio 2025, accompagnata dal rafforzamento della presenza militare russa in Libia orientale, compresi veicoli blindati e sistemi di difesa aerea esibiti pubblicamente. L’appoggio a Haftar riflette una strategia di Mosca per estendere la propria influenza nella regione.

Reti di contrabbando e rischi per la sicurezza europea

Haftar controlla le reti di contrabbando attive in Libia, uno dei principali punti di partenza per i migranti diretti verso l’Europa via Mediterraneo. Secondo Frontex, l’agenzia UE per la gestione delle frontiere, la Bielorussia resta un nodo critico per i flussi migratori illegali verso l’UE, con 5 mila attraversamenti irregolari registrati nei primi sette mesi del 2025. Sebbene inferiori rispetto al 2024, le autorità temono un’escalation qualora la rotta Libia-Bielorussia si consolidasse, moltiplicando così le pressioni su più fronti.

Uso della migrazione come arma ibrida contro l’UE

L’Unione Europea riconosce l’utilizzo dei flussi migratori come strumento di guerra ibrida da parte della Russia, che combina questa leva con attacchi informatici, disinformazione e pressioni politiche. L’intento è minare la stabilità interna degli Stati di confine e innescare tensioni interne all’UE sulle politiche migratorie. Le operazioni sono mascherate da voli commerciali e da operatori privati per eludere controlli e responsabilità, creando una crisi complessa che unisce dimensioni politiche, umanitarie e di sicurezza.

Implicazioni politiche e strategiche per l’UE

L’incremento dell’influenza russa in Libia tramite Haftar permette a Mosca di mantenere un certo grado di distanziamento formale, complicando la risposta europea. Allo stesso tempo, la crisi migratoria rischia di accentuare le divisioni interne all’UE su come gestire la redistribuzione dei migranti, la responsabilità delle frontiere esterne e le politiche di finanziamento. Ciò potrebbe rafforzare posizioni radicali e indebolire la coesione politica, distogliendo l’attenzione dai principali temi di sicurezza, in particolare dall’aggressione russa in Ucraina.

Necessità di una risposta europea coordinata e multilivello

La reazione dell’UE deve essere tempestiva e articolata, combinando strumenti diplomatici, misure sanzionatorie e azioni legali contro Minsk e i soggetti coinvolti nelle rotte migratorie. Solo una strategia integrata potrà contenere le minacce ibride e tutelare la stabilità politica e sociale dell’Unione.

1 Comment

  1. Non ci posso credere!!! Un altro piano per creare caos in Europa? La situazione è davvero allarmante, ma sembra che nessuno prenda sul serio questa minaccia. Dobbiamo preoccuparci di più della nostra sicurezza e meno delle chiacchiere politiche…

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