Attacco a Kiev: la Russia colpisce i palazzi governativi
KIEV – Per la prima volta dall’inizio dell’invasione in febbraio 2022, i russi hanno centrato i palazzi del governo nel centro politico di Kiev. Da diversi mesi, droni e missili russi si avvicinavano al cuore della capitale, di solito ben protetta dalla contraerea. Il Ministero della Difesa ucraino ha definito l’operazione come «il più massiccio blitz dall’inizio della guerra», riporta Attuale.
Secondo quanto riportato, sono stati utilizzati almeno 810 droni e 13 missili a lunga gittata. Questo numero elevato ha complicato l’operato dei radar e dei sistemi di difesa. Le forze ucraine sono riuscite a intercettare 747 droni e 9 missili, ma i detriti che cadono possono causare gravi danni. «Le tecniche belliche si evolvono rapidamente; le contromisure devono essere sempre aggiornate», ha commentato un ufficiale della difesa del parlamento.
L’attacco ha avuto luogo poco prima dell’alba, ma le sirene dell’allerta erano suonate già sabato sera, riprendendo nel corso della notte. Tra i droni lanciati, alcuni erano «decoy», vuoti di esplosivo, pensati per confondere le difese nemiche. Intorno alle 10 di stamattina, l’alto edificio in stile imperiale che ospita il gabinetto dei ministri mostrava segni di incendio, mentre i vigili del fuoco erano ancora al lavoro. Durante le ore successive, acqua ed elettricità sono state interrotte in tutto il quartiere, dimostrando ulteriormente la precarietà della situazione. Dopo l’invasione, Zelensky aveva convocato riunioni in rifugi sotterranei, ma ora si rendono necessarie ulteriori misure di sicurezza.
A Kiev, si segnalano colpi in dieci aree residenziali con almeno due morti, inclusa una madre di 32 anni e il suo bambino di tre mesi. Il padre è gravemente ferito. Le esplosioni hanno colpito un palazzo di 9 piani nel quartiere Sviatoshynskyi e uno di 4 piani a Darnytskyi, secondo quanto affermato dal capo dell’amministrazione municipale, Tymur Tkachenko. In totale, altre due persone hanno perso la vita e circa una quarantina sono rimaste ferite in attacchi che hanno interessato 33 località nel resto del Paese.
Zelensky ha ribadito che la Russia non cerca la pace e ha chiesto nuovi armamenti agli alleati, in particolare per la difesa aerea. Dopo una telefonata con Emmanuel Macron, ha dichiarato: «Stiamo rafforzando le difese». Ha anche espresso l’aspettativa di «una forte risposta dagli Stati Uniti». Nel frattempo, Trump ha comunicato che si prepara a una «seconda fase» di sanzioni contro la Russia, senza fare menzione di un supporto militare immediato. La leadership europea ha reagito con fermezza, con la premier italiana Giorgia Meloni che ha denunciato «la crescente ferocia degli attacchi russi» e ha promesso il continuo impegno dell’Italia per una “pace giusta e duratura”. Anche il premier britannico Keir Starmer ha espresso solidarietà, dichiarando che Putin non sta «prendendo sul serio la pace». Ursula von der Leyen ha inoltre denunciato il Cremlino per aver «deriso la diplomazia e calpestato il diritto internazionale», promettendo un sostegno incessante all’Ucraina nella sua lotta e sanzioni contro la Russia.