Raid, missili e minacce
Siamo al quarto giorno di guerra dopo l’attacco israelo-americano all’Iran. La situazione si sta aggravando: Teheran ha colpito l’ambasciata americana a Riad e minacciato l’Europa, mentre i raid di Israele e degli Stati Uniti continuano a bersagliare la capitale iraniana. Israele ha anche avviato operazioni di terra in Libano contro Hezbollah, portando a un ulteriore inasprimento del conflitto, riporta Attuale.
Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, ci sono stati 787 morti dall’inizio dell’offensiva, con l’intelligence israeliana che stima oltre 1.000 pasdaran uccisi. Teheran ha subito gravi bombardamenti, tra cui un raid notturno di 100 aerei israeliani su obiettivi strategici come l’ufficio presidenziale e il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale. Durante la mattina, i droni iraniani hanno colpito l’ambasciata Usa a Riad, causando lievi danni e nessun ferito, secondo fonti ufficiali.
Il portavoce del ministro degli Esteri iraniano ha minacciato l’Europa, affermando che le azioni di difesa europee contro i missili iraniani potrebbero essere considerate un’«atto di guerra». Sono in atto attacchi missilistici e droni contro basi americane, mentre il Qatar ha intercettato 101 missili da crociera e 39 droni iraniani, evitando attacchi su Doha e sull’aeroporto Hamad. In Iran, si sono tenuti funerali di massa per le vittime di un raid a una scuola elementare femminile, accrescendo le tensioni e le proteste contro gli Stati Uniti e Israele.
In un’intervista pubblicata, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato della situazione in Iran e delle prospettive di pace con la Russia, avvertendo che le crisi internazionali stanno culminando in un potenziale conflitto globale.
Il caos della scorsa settimana evidenzia il crescente rischio di escalation in Medio Oriente, con tutti gli attori chiave mobilitati in un contesto già volatile, segnato da tensioni storiche e geopolitiche profonde.