Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha rivelato durante l’audizione in commissione Antimafia di essere stato pedinato da agenti dei servizi segreti, coinvolgendo direttamente il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, braccio destro di Giorgia Meloni, accusato di aver attivato i servizi per ottenere informazioni sulla trasmissione. L’audizione, richiesta in forma segreta per tutelare le informazioni rivelate, ha destato grande attenzione, riporta Attuale.
Ranucci, Fazzolari e i servizi segreti
Nell’audizione riservata, Ranucci ha “sostanzialmente confermato” le precedenti affermazioni fatte a Bruxelles, smentite in passato da Fazzolari. Il conduttore ha illustrato le pressioni e le attenzioni particolari ricevute, notate anche dalla propria scorta. Un episodio cruciale è avvenuto tra il 12 e il 13 maggio 2025, settimane prima della trasmissione dedicata alla strage di Capaci e all’omicidio di Piersanti Mattarella, quando sarebbe stato pedinato da un agente dei servizi segreti a Palermo e Bagheria durante la presentazione di un libro. Ranucci ha inoltre affermato che l’agente avrebbe viaggiato con lui da Roma a Palermo e viceversa. Fazzolari ha respinto queste affermazioni, definendole “insinuazioni deliranti” e dichiarando di avere “una bassissima considerazione” di Roberto Scarpinato, a cui Ranucci ha risposto.
Gli episodi
La Repubblica ha riportato gli eventi descritti da Ranucci in commissione Antimafia. La prima vicenda risale al 2023, quando Report ha menzionato il padre della premier. In seguito, Fazzolari ha fatto recuperare un vecchio dossier su Ranucci, convincendosi che una sua fonte si trovasse all’interno dei servizi segreti, e ordinando un’indagine interna per scoprire l’identità della fonte. Il secondo episodio si riferisce al pedinamento a Palermo, condotto da un agente dell’Aisi. La Commissione si è attivata per contattare il Copasir al fine di verificare la veridicità del pedinamento e se Fazzolari avesse richieste di informazioni sui servizi riguardo a Ranucci e alle sue fonti.