Raoul Bova coinvolto in indagine per tentata estorsione legata ad audio rubati
L’attore Raoul Bova è stato ascoltato per circa un’ora in Procura, a Roma, nell’ambito dell’indagine che lo vede parte offesa nel caso degli audio rubati, mentre i pm di Piazzale Clodio procedono per il reato di tentata estorsione ai danni dello stesso attore. Gli audio, diffusi senza consenso, riguardano una conversazione privata via chat tra Bova e una modella. Il contenuto è stato poi rilanciato sui social, riporta Attuale.
La vicenda è iniziata quando un messaggio da un mittente ignoto ha avvisato Bova dell’imminente diffusione degli audio, mirata a danneggiarlo. “Nel corso dell’atto istruttorio il mio assistito – ha dichiarato il legale David Leggi – ha ribadito le ragioni della sua denuncia, evidenziando la pressione ricattatoria esercitata dai messaggi ricevuti nelle scorse settimane”. Questo è un momento difficile per Bova, l’ex compagna Rocío Muñoz Morales e le loro due figlie, Luna e Alma, nate rispettivamente nel 2015 e nel 2018. “Sto attraversando un periodo difficile – ha confidato qualche giorno fa l’attore durante la presentazione del programma ‘Freeze-Chi sta fermo vince’ – non lo nego, ma posso dire che stanno succedendo tante cose bellissime e me le godo fino in fondo”.
Nell’ambito dell’indagine, il pr Federico Monzino è stato iscritto dalla Procura nel registro degli indagati con l’accusa di tentata estorsione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Monzino, a fine luglio, avrebbe ideato un piano per ottenere un profitto da Bova, minacciandolo di rivelare la sua relazione con la modella. Si sostiene che Monzino sia riuscito a impossessarsi dei messaggi e dei vocali scambiati tra la modella e Bova, e che poi abbia trasferito il materiale a Fabrizio Corona, il quale ha reso pubblica la liaison. Nelle scorse settimane, la polizia ha sequestrato il cellulare del 29enne pr milanese.