Referendum giustizia, il Tar conferma le date del voto: 22 e 23 marzo 2026

28.01.2026 16:55
Referendum giustizia, il Tar conferma le date del voto: 22 e 23 marzo 2026

Referendum sulla giustizia: il Tar conferma le date delle votazioni, ma polemiche infuriano

Roma, 28 gennaio 2026 – È ufficiale: si voterà il 22 e 23 marzo prossimi. Il Tar ha respinto il ricorso proposto dal comitato promotore per la raccolta di firme popolari per il referendum costituzionale della giustizia, contestando la decisione del Consiglio dei Ministri sulla data scelta. I giudici della sezione seconda bis hanno dichiarato inammissibile l’intervento dell’Unione italiana forense, riporta Attuale.

I giudici amministrativi, con una sentenza breve depositata questo pomeriggio, hanno respinto il ricorso presentato dal Comitato dei 15 promotori del nuovo quesito referendario (per il quale stamane sono state depositate le firme in Cassazione) contro la delibera con cui è stata stabilita la data del voto.

Rosy Bindi, promotrice del comitato ‘Società civile per il No’ al referendum costituzionale, ha dichiarato: “Questa riforma colpisce al cuore una delle fondamenta della nostra democrazia contenuta nella nostra Carta Costituzionale, che è la separazione dei poteri, attraverso la quale si afferma l’indipendenza e l’autonomia della magistratura; tutte le democrazie nelle quali la magistratura non è autonoma dagli altri poteri sono menomate.” Bindi ha aggiunto: “L’autonomia della magistratura significa tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini.”

Tuttavia, la questione del voto per i fuorisede rimane controversa. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha denunciato: “Governo e maggioranza hanno bocciato tutti gli emendamenti delle opposizioni sul voto fuorisede per il referendum sulla giustizia. Una scelta che rende evidente come il governo abbia paura della democrazia e dei diritti, ed è uno schiaffo a tutti quei milioni di italiani che lavorano e studiano fuori dalla regione di residenza.”

Magi ha continuato: “Con questo voto, governo e maggioranza contraddicono loro stessi: da presidente del Comitato promotore del referendum sulla cittadinanza avevo incontrato a Palazzo Chigi con i comitati degli altri referendum il ministro dell’Interno Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano lasciando intendere che avremmo potuto esercitare il voto fuori sede non solo per gli studenti ma anche per i lavoratori, oltre che per motivi di cura. L’emendamento ricalcava esattamente quanto il governo aveva attuato per i referendum del giugno scorso. Per questo è incomprensibile il motivo per cui governo e maggioranza hanno votato no.”

1 Comment

  1. Ma scusate, ma stiamo scherzando? Questo referendum sulla giustizia è una vera farsa! La separazione dei poteri è fondamentale, eppure sembrano ignorarlo tutti. E il voto per fuorisede? Ancora una volta lasciare milioni di italiani senza voce? Non si può accettare! Spero che la gente si renda conto dell’importanza di questa situazione.

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