Referendum giustizia, Mantovano: «Toni estremi dai magistrati sono sconcertanti»

20.02.2026 19:45
Referendum giustizia, Mantovano: «Toni estremi dai magistrati sono sconcertanti»

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha lanciato un severo allerta riguardo alla “radicalizzazione” del dibattito sul prossimo referendum per la riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo. Durante il convegno La sicurezza oggi a Roma, Mantovano ha espresso preoccupazione per il futuro delle istituzioni, avvertendo che la situazione attuale potrebbe portare a “macerie” all’interno delle stesse, in particolare tra gli uffici giudiziari, dove già si registrano profonde divisioni. “C’è il rischio che, se le cose proseguono come sono iniziate, ci troveremo di fronte a macerie. Macerie tra istituzioni, macerie dentro le istituzioni”, riporta Attuale.

«I toni più estremi vengono dalla magistratura»

Il sottosegretario ha alzato il tono contro le critiche provenienti dalla magistratura associata, menzionando in particolare il segretario dell’Anm per il suo accostamento tra la riforma e gli eventi tragici di Minneapolis. “Nessuno era mai arrivato a dire che con la riforma la polizia potrà uccidere gli innocenti”, ha affermato Mantovano, sottolineando che “è fisiologico che ci sia una certa radicalizzazione della propaganda”. Tuttavia, ha espresso sconcerto per il fatto che i toni più estremi provengano non solo dai partiti di opposizione, ma anche da figure della magistratura.

L’affondo a Gratteri

L’affondo più significativo è stato riservato al procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, che si è schierato contro la riforma. Mantovano ha criticato alcune affermazioni di Gratteri riguardo alla possibilità di monitorare i social per identificare le persone che sostengono la riforma. “Stiamo parlando di indagini verso chi sui social si esprime a favore del Sì? Un criminale va perseguito per i crimini commessi, non per come voterà al referendum”, ha dichiarato, rivelando di aver inizialmente frainteso le affermazioni come una “manipolazione dell’intelligenza artificiale”.

«Il monito di Mattarella va applicato»

Infine, Mantovano ha richiamato le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, evidenziando che i suoi moniti “vanno applicati, non sminuzzati”. Ha concluso affermando: “Senza voler neanche tentare di interpretare il capo dello Stato, però immagino che la sua riflessione si proietti nel futuro. Mi interessa capire in quali condizioni arriveremo al 24 di marzo e questi 30 giorni saranno decisivi per capire come ci arriveremo”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere