Referendum sulla riforma della Giustizia in Italia: il voto si avvicina
Roma, 21 marzo 2026 – Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati ad approvare o a bocciare la riforma della Giustizia varata dal governo Meloni, in un referendum costituzionale senza un quorum di partecipazione. La legge sarà promulgata o respinta sulla base della semplice maggioranza dei voti validamente espressi, senza considerare il numero di elettori presenti alle urne, riporta Attuale.
Le urne apriranno domenica 22 marzo alle 7 e chiuderanno alle 23. Si potrà votare anche lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Questa doppia giornata, una prassi consolidata nelle consultazioni recenti, è destinata a incentivare la partecipazione degli elettori al voto.
Per accedere alla cabina elettorale, i cittadini dovranno presentare la tessera elettorale e un documento d’identità valido, come carta d’identità, patente o passaporto. Qualora non ci fosse un documento disponibile, l’identificazione potrà avvenire per conoscenza diretta da parte di un componente del seggio o tramite attestazione di un altro elettore noto al seggio. Se gli spazi per i timbri della tessera elettorale sono esauriti, l’elettore potrà richiedere un duplicato presso l’ufficio elettorale del proprio comune, che in genere ha aperture straordinarie in occasione delle consultazioni.
Una volta identificato, l’elettore riceverà matita copiativa e scheda elettorale. Il voto si esprime tracciando un segno su una delle due caselle:
SÌ: per approvare la riforma Nordio-Meloni, con modifiche agli articoli della Costituzione;
NO: per rimanere con l’attuale ordinamento della magistratura e le sue funzioni unificate.
È fondamentale che il segno sia contenuto nel riquadro prestampato e che sulla scheda non siano presenti altri segni, scritte o annotazioni che possano portare all’annullamento del voto per violazione della segretezza o ambiguità nella volontà dell’elettore.