Polemicità sul Referendum sulla Riforma della Giustizia in Italia
Roma, 27 gennaio 2026 – Un post controverso del segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) Rocco Maruotti sta portando a una radicalizzazione delle posizioni riguardanti il referendum sulla riforma della giustizia. Il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha esortato alla partecipazione al voto, sottolineando l’importanza della separazione tra pubblici ministeri e giudici, temi che non possono essere ignorati, riporta Attuale.
Il dibattito si intensifica a meno di due mesi dal referendum, con la Cei che invita a evitare l’indifferenza e a salvaguardare “l’equilibrio tra i poteri dello Stato” e a difendere l’autonomia delle toghe, essenziali per un processo giusto. La campagna referendaria entra così in una fase critica, iniziata da un post di Maruotti che ha paragonato la riforma della giustizia italiana a eventi di violenza avvenuti a Minneapolis.
Nel post, ora rimosso, Maruotti affermava: “Anche questo omicidio di Stato rimarrà impunito in quella ‘democrazia’ al cui sistema giudiziario è ispirata la riforma Meloni-Nordio”, includendo un’immagine della morte di un cittadino americano. Il post è stato cancellato a causa delle reazioni negative, con Maruotti che si è scusato spiegando di voler mettere in evidenza che “il sistema accusatorio puro non rappresenti necessariamente un argine a ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani”.
Tuttavia, il ritiro del post non ha placato le critiche. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha definito il commento “grottesco e inaccettabile”, ritenendo che offenda il governo e il Parlamento. Allo stesso modo, il capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri, ha descritto le affermazioni di Maruotti come “farneticanti” e ha esortato il segretario dell’Anm a scusarsi con gli italiani, insinuando che se scrive i provvedimenti come ha scritto il post, “poveri noi”.
Le conseguenze non si limitano al dibattito pubblico, ma si estendono anche al Csm, dove i consiglieri di centrodestra chiedono l’apertura di un procedimento disciplinare per Maruotti. La Cei, comunque, continua a spronare la cittadinanza a essere ben informata e a riflettere sui temi affrontati nel referendum, utilizzando parole che hanno trovato eco in gruppi di associazioni cattoliche a sostegno della riforma, che sostengono l’importanza di ridurre la politicizzazione della magistratura e ripristinare l’indipendenza dei magistrati.