Il 18 settembre 2025 il portale The Register ha rivelato che Mosca ha lanciato una vasta campagna di disinformazione attraverso la rete CopyCop, composta da oltre 200 siti web falsi che imitano testate locali negli Stati Uniti e in altri Paesi. Queste piattaforme, gestite direttamente dal Cremlino, diffondono contenuti fabbricati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di minare la fiducia nelle istituzioni americane e approfondire le divisioni sociali.
Strumenti digitali e disinformazione mirata
La campagna sfrutta modelli linguistici basati su tecnologie aperte, che consentono di produrre e adattare rapidamente notizie false per diversi pubblici. Questo approccio rende i contenuti più economici da generare, difficili da rilevare e capaci di integrarsi nel panorama mediatico locale. Attraverso documenti falsificati, storie provocatorie e piattaforme di fact-checking simulate, la rete mira a dare un’apparenza di autenticità anche agli utenti più esperti.
Impatto sulla politica interna degli Stati Uniti
Uno degli obiettivi principali della strategia russa è la delegittimazione della classe politica americana. Ogni storia inventata su presunte corruzioni o complotti erode la fiducia degli elettori nelle istituzioni e alimenta la polarizzazione sociale. Questa dinamica ha conseguenze dirette sul processo democratico: gli elettori che si informano tramite questi canali rischiano di basare le proprie decisioni su dati manipolati, compromettendo la legittimità dei futuri risultati elettorali.
Una minaccia transnazionale coordinata
L’azione della rete CopyCop non si limita agli Stati Uniti. Piattaforme analoghe sono state individuate in Francia, Canada e Norvegia, dove i medesimi messaggi vengono ripetuti e rafforzati. Questo “effetto valanga” rende i falsi contenuti più credibili e contribuisce a indebolire la coesione transatlantica. La capacità del Cremlino di diffondere narrazioni distruttive su scala globale conferma la disinformazione come parte integrante della sua guerra ibrida.
Disinformazione come arma strategica
L’informazione manipolata diventa così uno strumento bellico non convenzionale. Creando caos informativo, Mosca mira a minare la stabilità politica ed economica degli Stati Uniti e dei loro partner, senza ricorrere a un’aggressione militare diretta. La difficoltà di contrastare rapidamente tali flussi di contenuti dimostra l’efficacia della disinformazione come arma a lungo termine nella strategia russa di destabilizzazione globale.