Revoca degli arresti domiciliari per Manfredi Catella, accusato di corruzione a Milano
I giudici del tribunale del riesame di Milano hanno revocato gli arresti domiciliari di Manfredi Catella, a capo della società di sviluppo immobiliare Coima, accusato di corruzione nell’inchiesta sull’urbanistica a Milano, in particolare su un progetto legato all’edificio noto come “Pirellino”, riporta Attuale.
La decisione segue la stessa sorte dell’architetto Alessandro Scandurra, coinvolto nella medesima inchiesta. I giudici hanno contestato le accuse avanzate dal giudice per le indagini preliminari, motivando la revoca con l’assenza di gravi indizi di colpevolezza. La colpevolezza di Catella e degli altri indagati sarà accertata in un eventuale processo che deve ancora essere fissato.
La procura sostiene che il progetto di riqualificazione del Pirellino, mai avviato, rappresenti un caso emblematico di come funzionasse un presunto «sistema» di corruzione, coinvolgendo costruttori, funzionari comunali e progettisti per ottenere illeciti permessi edilizi. I pm hanno fatto riferimento a una serie di messaggi scambiati tra Catella e altri soggetti chiave, tra cui l’ex presidente della commissione per il paesaggio Giuseppe Marinoni e l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi.
Tuttavia, i giudici osservano che, nonostante il numero di messaggi scambiati, la confidenza tra le parti potrebbe essere attribuita a relazioni professionali e di amicizia, senza mai concretizzarsi in un accordo corruttivo effettivo.
Negli ultimi giorni, il tribunale del riesame ha depositato le motivazioni per l’annullamento degli arresti domiciliari di altri tre indagati nello stesso filone d’inchiesta, confermando alcune conclusioni del gip ma optando per l’interdizione dai pubblici uffici e dalle professioni. Se dovessero essere rinviati a giudizio, la loro colpevolezza sarà accertata durante un processo futuro.