Riapertura dello stretto di Hormuz in pericolo dopo chiusura dell’Iran per vendetta a bombardamenti israeliani

09.04.2026 20:15
Riapertura dello stretto di Hormuz in pericolo dopo chiusura dell'Iran per vendetta a bombardamenti israeliani

Continua la chiusura dello stretto di Hormuz nonostante l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

La chiusura dello stretto di Hormuz, previsto nell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale. Dopo l’intesa raggiunta martedì, il passaggio delle navi non è ripreso come atteso, anzi, il numero di imbarcazioni che ha attraversato lo stretto è diminuito, riporta Attuale.

Secondo l’analisi della società Kpler, mercoledì, primo giorno dopo l’accordo, solo cinque navi hanno transitato per lo stretto, senza includere alcuna petroliera. Questo è un netto calo rispetto ai giorni precedenti, quando si registravano in media dieci attraversamenti giornalieri nonostante i combattimenti. Oltre a ciò, giovedì non si sono registrati miglioramenti significativi, contrariamente al pre-conflitto in cui ogni giorno superavano le cento unità.

Il rallentamento del traffico marittimo è stato attribuito alla decisione del regime iraniano di rinchiudere nuovamente lo stretto come ritorsione per i bombardamenti israeliani in Libano. L’Iran afferma che le condizioni del cessate il fuoco devono applicarsi anche al Libano, mentre Stati Uniti e Israele negano tale interpretazione.

La situazione si è complicata ulteriormente giovedì, quando le autorità iraniane hanno falsamente dichiarato che lo stretto era aperto. Durante un’intervista, il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha affermato che «tutti» possono passare per lo stretto, ma ha anche specificato la necessità di coordinazione con le autorità iraniane per motivi di sicurezza e «restrizioni tecniche».

In aggiunta a ciò, i Guardiani della rivoluzione hanno chiarito che le navi in transito devono rispettare rotte specifiche, poiché altre aree dello stretto sono state minate. Le navi che entrano nel Golfo Persico devono seguire un percorso a nord dell’isola di Larak, mentre le navi in uscita devono passare a sud immediatamente.

Le autorità iraniane hanno confermato l’intenzione di continuare a imporre un pedaggio a tutte le navi, escluse quelle iraniane, da pagare in criptovalute, con un costo fissato a un dollaro per barile di petrolio per le petroliere. Le unità più grandi possono trasportare oltre due milioni di barili.

In sintesi, nonostante la chiusura temporanea dello stretto come risposta ai bombardamenti israeliani, l’Iran continua a mantenere il controllo su Hormuz, sottolineando l’importanza strategica della via d’acqua e il potenziale di introiti economici derivanti dai pedaggi. Questa posizione è in netto contrasto con le richieste degli Stati Uniti, che chiedono un accesso «aperto e sicuro» allo stretto di Hormuz. Mercoledì, l’ex presidente Trump ha menzionato la possibilità di cooperazione con l’Iran per la gestione dello stretto, ma è improbabile che queste discussioni siano avvenute con il regime iraniano.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere