Pouran Nazemi denuncia l’ignoranza degli Stati Uniti sulla Repubblica Islamica
Il 12 dicembre, a Mashhad, Pouran Nazemi viene arrestata insieme alla Premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi, attualmente in prigione. Dopo essere stata portata in cella e posta in isolamento, Nazemi è stata liberata due mesi dopo, a febbraio. Nazemi è una delle attiviste più note dell’Iran, dedicando la sua vita alla difesa dei diritti delle donne e dei prigionieri politici. Ha già trascorso quasi quattro anni in prigione per il suo ostinato desiderio di un Paese libero. E, nonostante i rischi, continua a far sentire la sua voce. Parla ancora, da Teheran, in questo delicato giorno di cessate il fuoco che ha tanto atteso, e rilascia dichiarazioni di denuncia contro i dittatori, con il coraggio che la contraddistingue, riporta Attuale.
Ci si aspettava la tregua?
«Sì, la guerra è sempre la peggiore delle soluzioni e porta solo sconfitti. La Repubblica islamica ha molte sfaccettature e radici profonde; gli Stati Uniti hanno dimostrato di non conoscerla. Sarà il popolo iraniano a scendere di nuovo in strada e a cacciare questo regime che, in nome della religione, impicca e uccide».
Come ha vissuto questi quasi 40 giorni?
«Abbiamo attraversato momenti difficili. Sotto le bombe non ti senti mai bene. Sei preoccupato per i tuoi cari e vivi nella paura, mentre Donald Trump, durante le manifestazioni di gennaio, affermava di sostenerci. Ma guardate, non solo non ha mantenuto il suo impegno, ma ha anche imposto una guerra sulle nostre città, distruggendo le risorse nazionali. Ora ci troviamo con un Paese a pezzi e un regime ancora più oppressivo».
In pochi pensavano che la Repubblica islamica potesse resistere.
«Molti iraniani sono convinti che senza la cooperazione tra Stati Uniti ed Europa, la Repubblica islamica non sarebbe diventata così potente da minacciare il mondo. Da anni vi avvisiamo: non sosteneteli, non negoziate con loro, non fate affari. Sapevamo che questo avrebbe portato a queste conseguenze».
Gli ayatollah affermano di aver vinto.
«Certo, le televisioni affermano che il regime ha vinto e che gli americani sono in ginocchio. Ma anche gli americani e i loro alleati dicono lo stesso. Queste affermazioni sono fatte per rispondere ai loro sostenitori».
Cosa ha pensato quando Trump ha detto: “Se non aprite Hormuz cancellerò la civiltà iraniana”?
«L’Iran, come l’Italia, ha una storia millenaria. Rivolgersi a un popolo in questo modo non è razionale, è da folli. Ha anche dichiarato che ci avrebbe riportato all’età della pietra. Queste affermazioni non saranno mai dimenticate dal popolo iraniano. Non dimenticheremo che non ha fatto distinzione tra noi e la Repubblica islamica».
9 aprile 2026
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