Friedrich Merz affronta crescenti pressioni politiche in Germania
In questi giorni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dovuto smentire le voci sulla possibilità che il suo partito – l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), di centrodestra – lo voglia sostituire a causa della sua impopolarità. Al momento è una possibilità remota; non risultano manovre di questo tipo nel partito e venerdì il portavoce del governo si è rifiutato di commentarle, definendole appunto voci. Il fatto stesso che se ne sia parlato tanto, però, testimonia il momento di difficoltà politica di Merz dopo poco più di un anno da quando è entrato in carica, riporta Attuale.
Negli scorsi giorni, i giornali tedeschi hanno parlato di Kanzlerwechsel, cioè “cambio del cancelliere”. La popolarità di Merz è bassissima, e con la sua è scesa anche quella della CDU. Secondo un recente sondaggio dell’istituto Forsa, solo il 13 percento delle persone intervistate è soddisfatto dell’operato di Merz, mentre l’85 percento si è detto insoddisfatto. Inoltre, meno di un fifth degli intervistati lo considera migliore del suo predecessore socialdemocratico, Olaf Scholz, il quale era già noto per la sua scarsa popolarità. La CDU, che nel 2025 aveva vinto le elezioni, nei sondaggi ora è seconda, staccata di 5 punti dall’estrema destra di Alternative für Deutschland, data al 27 percento.
Fin dall’inizio, Merz ha affrontato problemi significativi. A maggio dell’anno scorso, per la prima volta, erano serviti due voti del parlamento affinché si insediasse come cancelliere, poiché al primo non aveva ottenuto la maggioranza. Da lì in poi, Merz aveva promesso un programma ambizioso di riforme, ma finora non ci sono state o sono state rinviate, principalmente a causa di disaccordi con i socialdemocratici (SPD), che sono l’alleato di coalizione della CDU.
Secondo lo storico tedesco Andreas Rödder, «Merz ha deluso i suoi sostenitori, che lo ritengono troppo dipendente dai socialdemocratici». Ci sono stati frequenti scontri, con ripercussioni sull’elaborazione dei provvedimenti, in particolare tra il ministro delle Finanze, Lars Klingbeil dell’SPD, e quella degli Affari Economici, Katherina Reiche della CDU. Le concessioni di Merz all’SPD hanno suscitato malumori in una parte del partito.
Questo malcontento si era già manifestato lo scorso dicembre, quando la CDU si era divisa sulla riforma delle pensioni. I 18 deputati della Giovane Unione, la sezione giovanile del partito, si erano opposti a un punto della riforma, rischiando di pregiudicarne l’approvazione; alla fine, la riforma era stata approvata. Più recentemente, a maggio, i governatori statali espressi dalla CDU si sono opposti a un piano del governo di sussidi per i rincari dell’energia.
Ora, la tattica di Merz per rilanciare il governo è presentare nuove riforme, a partire da quella del sistema sanitario, entro fine giugno, prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. I suoi alleati insistono che il contesto internazionale è stato avverso: l’anno scorso Merz ha dovuto, come tutti i capi di governo europei e mondiali, fare i conti con i dazi del presidente statunitense Donald Trump, e quest’anno c’è stata la guerra in Medio Oriente. Tra le iniziative intraprese dal governo, ci sono norme più dure contro l’immigrazione e mastodontici investimenti per il riarmo.
In Germania, sostituire un cancelliere non è semplice come in altri paesi; bisognerebbe passare dalle dimissioni di Merz e il sostituto o la sostituta dovrebbero ottenere la maggioranza in un voto del parlamento. Non succede dal 1974, prima della riunificazione, quando Helmut Schmidt prese il posto di Willy Brandt tra i socialdemocratici. Detto ciò, i media tedeschi considerano come possibile successore Hendrik Wüst, il governatore della Renania Settentrionale-Vestfalia, che però ha recentemente espresso sostegno a Merz.
Se ne potrebbe riparlare a settembre: ci sono le elezioni in tre stati, e in due AfD potrebbe arrivare prima.