L’esercito israeliano amplia le operazioni militari nel Libano meridionale nonostante il cessate il fuoco

30.05.2026 08:55
L'esercito israeliano amplia le operazioni militari nel Libano meridionale nonostante il cessate il fuoco

Israele espande le operazioni militari nel Libano meridionale nonostante il cessate il fuoco

Negli ultimi giorni, le forze armate israeliane hanno intensificato le operazioni militari nel Libano meridionale, avanzando sempre più in profondità nonostante il cessate il fuoco con il governo libanese in vigore da aprile. Venerdì, l’esercito israeliano ha superato il fiume Litani, che era stato precedentemente stabilito come linea di demarcazione durante i precedenti cessate il fuoco e continua a delineare la “zona cuscinetto” ora occupata da Israele, riporta Attuale.

L’esercito israeliano aveva già oltrepassato il Litani giovedì, ma si era ritirato al termine di quella missione. Venerdì, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato le truppe nel nord di Israele vicino al confine, lodando le operazioni recenti: il governo israeliano ha sostenuto che tali azioni erano necessarie per impedire a Hezbollah, gruppo alleato dell’Iran, di continuare a lanciare droni verso Israele. Tuttavia, l’offensiva di terra di Israele sembra avere obiettivi più ambiziosi oltre a fermare i lanci di Hezbollah.

Le operazioni di terra israeliane sono riprese martedì, e nei giorni successivi sono stati intensificati i bombardamenti aerei. Giovedì, per la prima volta in tre settimane, la capitale libanese Beirut è stata colpita. Superare il fiume Litani e rivendicarlo come ha fatto Netanyahu ha una valenza simbolica, poiché indica che le forze israeliane non solo hanno il mandato di abbandonare la “zona cuscinetto” dichiarata, ma lo stanno attuando sempre più frequentemente.

La zona cuscinetto è nominalmente estesa per circa dieci chilometri dal confine tra Israele e Libano; il fiume Litani scorre a circa trenta chilometri dal confine, avvicinandosi solo nella parte più a est, come mostrato dalle mappe diffuse dalle forze armate israeliane.

Netanyahu aveva accettato il cessate il fuoco con il governo libanese sotto pressione del presidente statunitense Donald Trump, che desiderava chiudere rapidamente il conflitto in Medio Oriente. Da allora, non ci sono stati progressi significativi nei negoziati con l’Iran o sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Le recenti offensive di Netanyahu rappresentano una concessione all’ala più radicale del suo governo di estrema destra, che sta premendo per riprendere le ostilità.

La continua attività di Hezbollah, con i suoi attacchi con droni sulle città settentrionali, è vista come un fallimento da parte di Netanyahu, anche dall’opposizione israeliana, dove è emersa di recente una nuova alleanza contro di lui. Con le elezioni in autunno imminenti, Netanyahu si trova in difficoltà nei sondaggi. In questo contesto, ha ordinato anche l’espansione dell’occupazione nella Striscia di Gaza.

Inoltre, venerdì negli Stati Uniti c’è stato un nuovo incontro di negoziati tra Israele e il governo libanese, il primo a cui hanno partecipato delegati militari. Tuttavia, i negoziati non hanno fatto progressi significativi, complicati non solo dalla ripresa delle operazioni israeliane, ma anche dal rifiuto di Hezbollah di riconoscere le contrattazioni e le decisioni del governo libanese, che al momento non è in grado di imporle.

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