Virus emergenti dal permafrost: quali rischi per la salute e l’ambiente?

30.05.2026 12:15
Virus emergenti dal permafrost: quali rischi per la salute e l'ambiente?

Emergenza virus: attenzione alla sorveglianza sanitaria in Congo

Roma, 30 maggio 2026 – Un nuovo allarme si solleva in merito ai virus emergenti, come evidenziato dai recenti sviluppi in Congo riguardanti l’Ebola. Alessandro Miani, presidente della Sima (Società italiana di medicina ambientale), sottolinea la necessità di una sorveglianza sanitaria attiva per chi viaggia in aree a rischio, in considerazione delle implicazioni globali della globalizzazione, riporta Attuale.

La classificazione di un virus come “emergente” implica un monitoraggio costante, dato che possono sorgere varianti che generano focolai locali, come nel caso dell’Ebola. Miani fa notare che per chi viaggia verso tali zone, è essenziale attivare misure preventive adeguate.

Miani avverte che molte malattie virali portano dall’isteria collettiva all’inconsapevolezza, come dimostrano gli errori nel trattamento dell’Hantavirus. “Non bisogna mai sottovalutare il principio di precauzione”, afferma, suggerendo che le autorità sanitarie devono rimanere vigili.

Un tema di attualità è l’influenza aviaria, che continua a diffondersi globalmente. “La trasmissione agli esseri umani rimane rara, tuttavia, la questione economica e di povertà alimentare è primaria”, spiega Miani.

Riguardo ai virus che oggi rappresentano una minaccia, Miani evidenzia che, sebbene esistano vaccini contro l’influenza, ci sono altri virus emergenti che devono ricevere attenzione. “Il morbillo, ad esempio, torna a essere un virus riemergente a causa di coperture vaccinali non sufficienti”, avverte.

La preparazione contro futuri focolai pandemici, come il possibile “Malattia X” evidenziato dall’OMS, è fondamentale. “Abbiamo ora strumenti avanzati per la pronta reazione, grazie alla pandemia di Covid-19, ma il principio di precauzione rimane cruciale, soprattutto mentre ci troviamo in un’epoca di rischio pandemico”, conclude Miani.

Infine, rispetto ai cosiddetti “virus zombie”, Miani chiarisce che si tratta di virus antichi, potenzialmente liberati dal permafrost in via di scioglimento. Sebbene possano offrire opportunità scientifiche, il rischio maggiore è rappresentato dai gas serra, come la CO2 e il metano, che possono causare danni significativi all’ambiente e all’ecosistema.

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