L’accordo con l’Iran: pressioni politiche e temi cruciali in sospeso

29.05.2026 21:35
L'accordo con l'Iran: pressioni politiche e temi cruciali in sospeso

Trump e l’accordo con l’Iran: tensioni e diplomazia in corso

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Donald Trump non ha ancora firmato l’accordo preliminare con l’Iran, segno di una certa cautela che il presidente sta esercitando per garantire che Teheran non faccia marcia indietro. Durante il fine settimana precedente, una bozza dell’accordo è stata divulgata tramite Axios, scatenando pressioni da parte dei “falchi” repubblicani e di Israele affinché Trump non firmasse un’intesa che potrebbe rafforzare l’Iran, avvertendo che la rimozione del blocco navale statunitense ridurrà le leve per costringere il regime a fare concessioni, riporta Attuale.

Nonostante le pressioni, né Trump né i Paesi del Golfo intendono riaccendere il conflitto, preferendo piuttosto una soluzione diplomatica. Ultimamente, l’amministrazione ha continuato a negoziare il linguaggio dell’accordo preliminare, con l’intento che questo memorandum d’intesa non risolva i temi più critici, che saranno discussi in un secondo momento. Il presidente desidera un linguaggio che indichi concessioni irachene già ora su due questioni centrali: l’arricchimento dell’uranio e la gestione delle riserve di “uranio altamente arricchito” in possesso della Repubblica Islamica.

La bozza circolata tramite Axios indicava che questi due temi sarebbero state le “priorità” nei 60 giorni successivi. Il vicepresidente J.D. Vance ha dichiarato che a Trump non basta: «Gli iraniani vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz», un tema cruciale per l’economia globale e iraniana. Tuttavia, ci sono difficoltà legate ad altre questioni nucleari, come le riserve di uranio altamente arricchito e la questione dell’arricchimento stesso.

Il Wall Street Journal ha sottolineato che un buon accordo dovrebbe eliminare gli ultimi residui del programma nucleare iraniano. «Stiamo trattando su alcuni aspetti linguistici e abbiamo fatto progressi significativi. Speriamo di continuare su questa strada», ha commentato Vance. Tuttavia, ci sono state confusione e discrepanze tra le varie bozze in discussione, come riportato dal New York Times.

Le comunicazioni tra le parti avvengono tramite mediatori e sono lente. Nel frattempo, il ministro degli Esteri del Pakistan ha incontrato il segretario di Stato Marco Rubio a Washington. Una novità sorprendente è la proposta di creare un fondo di investimento per l’Iran nel caso venga raggiunto un accordo finale, secondo il New York Times. Teheran ha avanzato richieste di risarcimento per i danni della guerra.

Se gli iraniani stimano che il fondo ammonti a 300 miliardi di dollari, i mediatori non confermano questa cifra, parlando piuttosto di un fondo di investimento facilitato dagli Stati Uniti. Ci sono indicazioni che Teheran possa essere aperta all’ingresso di aziende americane, inclusi i colossi petroliferi. Tuttavia, il portavoce dell’amministrazione ha chiarito che la questione del fondo e delle sanzioni verrà affrontata solo nella seconda fase, subordinata a concessioni concrete da parte dell’Iran.

Infine, sul tema dello scongelamento dei fondi iraniani all’estero, la bozza potrebbe non riflettere esattamente le discussioni in corso dietro le quinte. Questa è una questione delicata per Trump, che aveva criticato Obama per il precedente scongelamento di fondi. Il suo team sta considerando che il Qatar potrebbe scongelare alcuni fondi per “assistenza umanitaria”, ma nel memorandum ci si aspetta che il tema venga trattato in modo vago, con un riferimento a un graduale “rilascio” dei fondi.

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