Accordo da 1,5 milioni per i genitori di Domenico dopo la morte post-trapianto di cuore

06.08.2026 06:35
Accordo da 1,5 milioni per i genitori di Domenico dopo la morte post-trapianto di cuore

Accordo stragiudiziale per la morte di Domenico Caliendo: 1,5 milioni per i genitori, ora si attende il processo penale

Non ci sarà un processo civile per la morte di Domenico Caliendo. C’è un accordo, la firma finale è prevista per settembre, e soprattutto c’è una madre che può finalmente chiudere un fronte per concentrarsi sull’unico che le interessa davvero: quello penale. Domenico aveva due anni quando, all’antivigilia di Natale, è stato sottoposto a un trapianto di cuore al Monaldi. Un cuore che, secondo le indagini, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto, “bruciato” dal ghiaccio secco usato per la conservazione. Un errore trasformatosi in tragedia il 21 febbraio scorso, quando il piccolo si è arreso dopo un calvario durato quasi due mesi, riporta Attuale.

Arriva ora la notizia dell’accordo stragiudiziale tra i legali dell’Azienda Ospedaliera dei Colli e l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia Caliendo-Mercolino. Sulla cifra pesa un vincolo di riservatezza sottoscritto da entrambe le parti, ma le tabelle del tribunale di Milano, prese a riferimento, indicano una somma che dovrebbe aggirarsi poco sotto il milione e mezzo di euro: lontana dai tre milioni inizialmente richiesti. Gli aventi diritto al risarcimento sono sei: i genitori, i fratellini, due nonni. Dall’Azienda dei Colli parlano di un “lungo e articolato lavoro di analisi”, di accertamenti tecnici e giuridici condotti con “la massima precisione scientifica e legale”, ribadendo che l’intesa rispetta le normative vigenti.

Ma è quando si ascolta Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico, che la storia smette di essere un comunicato e torna a essere quello che è sempre stata: il dolore di una madre. “Siamo molto soddisfatti perché abbiamo definito l’accordo col Monaldi, quindi non andremo a un processo civile con loro e ora possiamo finalmente pensare al processo penale, che è quello che interessa realmente a me e mio marito”, dice Patrizia. Non c’è soddisfazione per il denaro, non ce n’è traccia nelle sue parole: “Non ci interessava la cifra, nessun importo potrà mai ridarci il nostro Domenico. Volevamo solo chiudere subito per poter concentrarci sul processo penale. Anche Domenico lo sta aspettando, e manca poco. Devo dire la verità, la rabbia adesso è molto più forte del dolore”.

Da parte sua l’avvocato precisa che la famiglia non ha mai voluto processare l’istituzione in quanto tale: “Patrizia non ha mai attaccato il Monaldi, che resta un ospedale di alto profilo”. Sul fronte penale, intanto, l’inchiesta va avanti. Sono sette, al momento, i medici indagati, con ipotesi che vanno dall’omicidio colposo alla falsificazione di documenti ospedalieri: tra loro il cardiochirurgo Guido Oppido e la collega Emma Bergonzoni, insieme ai sanitari che parteciparono all’espianto a Bolzano. L’iter resta però lontano dai rinvii a giudizio: prima bisognerà attendere le conclusioni delle indagini preliminari, e solo dopo si aprirà la fase dibattimentale, prevista per il prossimo anno.

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