Riccardo Pozzobon, geologo planetario, muore in Alaska durante una missione di ricerca

06.09.2025 17:45
Riccardo Pozzobon, geologo planetario, muore in Alaska durante una missione di ricerca

Tragedia in Alaska: Muore Riccardo Pozzobon, Ricercatore di Geologia

Padova, 6 settembre 2025 – Riccardo Pozzobon, 40 anni, è morto durante una missione di ricerca in Alaska, mentre studiava il ghiacciaio Mendenhall, un’importante piattaforma glaciale soggetta a erosione a causa del cambiamento climatico, riporta Attuale. Pozzobon, geologo planetario, doveva tornare a casa questo fine settimana per rivedere la compagna Claudia e il piccolo Leonardo, che attendevano il suo rientro a Salvezzano. Invece, è precipitato in un inghiottitoio, presumibilmente travolto dall’acqua di fusione mentre riempiva la sua borraccia. I soccorritori, nonostante i rapidi interventi, non sono riusciti a trovarlo e hanno dovuto desistere.

Il ghiacciaio Mendenhall sarà per sempre la tomba di Riccardo, descritto dai colleghi Bianca e Matteo della Società di Geologia Italiana come una “persona meravigliosa, buona, allegra, generosa, empatica e gentile”. Il dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, dove lavorava, ha espresso il suo dolore sottolineando come Pozzobon unisse un profilo scientifico d’eccellenza a straordinarie doti umane, ricordando la sua disponibilità alla collaborazione e il suo carattere mite.

Nato nel 1985, Pozzobon si era laureato a Padova in Geologia nel 2010, continuando poi con un dottorato di ricerca e una specializzazione in geologia planetaria. La sua carriera lo aveva portato ad essere istruttore dell’agenzia spaziale europea (Esa), dove insegnava agli astronauti, tra cui Luca Parmitano, sfruttando le informazioni scientifiche per prepararli a missioni spaziali.

Nel 2018, a 33 anni, era il più giovane istruttore dell’Esa, fornendo formazione su progetti come ExoMars e JUICE e sfruttando fotografi orbitali per analizzare la geologia. Riccardo credeva fermamente che per conoscere altri pianeti fosse essenziale comprendere prima il nostro, principio che lo aveva portato in ambienti remoti come l’Alaska per indagare su uno dei sistemi glaciali più estesi del continente americano. Era partito il 26 agosto e doveva rientrare questo weekend.

Solo pochi mesi fa, Pozzobon parlava con entusiasmo delle sue ricerche sui tunnel di lava, situazioni terrestri che potrebbero permettere di immaginare un futuro con basi umane su Marte. “La sua visione e il suo entusiasmo ci hanno colpito e ispirato”, ha dichiarato un portavoce del portale scientifico Nuovi Mondi, che lo aveva intervistato per l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

“Una tragedia che tocca profondamente una famiglia e scuote l’intera comunità scientifica” è stato il cordoglio della ministra dell’Università Anna Maria Bernini, sottolineando che Riccardo era “innamorato del suo lavoro”.

1 Comment

  1. È davvero una cosa terribile e inaccettabile. Riccardo era una persona così dedicata e appassionata del suo lavoro. Queste tragedie ti fanno riflettere su quanto sia rischioso fare ricerca in luoghi remoti. È triste pensare che non tornerà più a casa dalla sua famiglia… che perdita dolorosa per tutti.

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