Rientro in Italia per 18 attivisti italiani arrestati da Israele sulla Global Sumud Flotilla

05.10.2025 11:05
Rientro in Italia per 18 attivisti italiani arrestati da Israele sulla Global Sumud Flotilla

Arresto di 40 attivisti italiani: ritorno in patria per 18 di loro

Nella sera di sabato 4 ottobre, 18 cittadini italiani sono rientrati in Italia dopo essere stati arrestati da Israele a bordo della Global Sumud Flotilla e successivamente espulsi. In totale, 40 italiani erano stati arrestati: venerdì quattro parlamentari erano già tornati in Italia, otto persone si trovano ancora in Turchia, mentre le restanti dieci hanno rifiutato l’espulsione volontaria e sono ancora in Israele. La loro detenzione dovrà ora essere convalidata da un giudice, il quale ne ordinerà l’espulsione, riporta Attuale.

Tra i repatriati, si trova Paolo Romano, consigliere regionale in Lombardia per il partito Democratico, che ha denunciato le condizioni disumane di detenzione subite dagli attivisti, descrivendo episodi di violenza fisica e verbale. Secondo Romano, gli arrestati sono stati costretti a stare in ginocchio e hanno subito insulti e percosse. Gli avvocati degli attivisti hanno inoltre riferito che alcuni di loro sono rimasti per ore senza accesso a cibo e acqua. Tra i partecipanti alla missione, si segnala anche l’attivista svedese Greta Thunberg, la quale, secondo un funzionario svedese che l’ha visitata, vive in una cella infestata da cimici dei letti e ha ricevuto una scarsa quantità di cibo e acqua. Infine, i compagni di prigionia di Thunberg sostengono che sia stata costretta a baciarsi o a tenere delle bandiere israeliane mentre veniva fotografata. Le autorità israeliane non hanno rilasciato alcun commento.

Gli attivisti arrestati sono attualmente detenuti in una prigione nel deserto del Negev, un’area principalmente utilizzata per la detenzione di palestinesi sospettati di legami con organizzazioni come Hamas. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha condiviso sui social un video in cui etichetta gli attivisti come “sostenitori del terrorismo”, affermando che dovrebbero essere trattati come tali.

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