Riforma della giustizia: flick avverte sulle resistenze politiche e corporative

08.02.2026 01:25
Riforma della giustizia: flick avverte sulle resistenze politiche e corporative

Giustizia in Italia: Le sfide secondo Giovanni Maria Flick

Roma, 8 febbraio 2026 – Il professor Giovanni Maria Flick, ex Guardasigilli ed ex presidente della Consulta, ha evidenziato la complessità della riforma della giustizia in Italia, sottolineando la necessità di coniugare efficienza e tutela dei valori. Secondo Flick, questa tensione tra diverse istanze crea resistenze significative nel processo di riforma e rappresenta una delle sfide principali nel sistema giudiziario, riporta Attuale.

“Qualità, velocità ed efficienza sono le sfide che l’Intelligenza artificiale sta cercando di affrontare, mirando a creare un sistema in cui tutti questi aspetti siano in armonia”, ha dichiarato il professor Flick. “L’efficienza richiede semplificazione, mentre la protezione dei valori implica una riflessione più profonda in cui l’efficienza può dover cedere il passo, generando divisioni tra le parti interessate”, ha aggiunto.

In merito allo scontro tra governo e magistratura, Flick ha affermato che “è una lotta per cavilli”. Secondo lui, il vero problema consiste nel trovare un equilibrio tra i diritti e gli interessi delle parti coinvolte, notando come l’interesse per un processo veloce possa entrare in conflitto con la necessità di un accertamento approfondito. “Tutti desideriamo un processo rapido, ma dobbiamo anche garantire massima protezione e assicurazioni, anche considerando i tre o quattro gradi di giudizio previsti”, ha sottolineato.

Il professor Flick ha anche riconosciuto una resistenza corporativa da parte della magistratura rispetto alle riforme. “Ci troviamo di fronte a una legislazione carente, che costringe il giudice a interpretazioni ingegnose per applicare la legge. Il diritto morente della legge e il diritto vivente dell’interpretazione giurisprudenziale spesso creano conflitti”, ha spiegato, evidenziando la necessità di un equilibrio ragionevole e della volontà di collaborare per ripensare il sistema giudiziario, sempre nel rispetto della Costituzione.

Infine, parlando della politica e delle sue responsabilità, Flick ha affermato che “c’è stata una latitanza evidente”. Ha osservato che la giurisprudenza spesso cerca di colmare le lacune legislative, ma si pone una questione critica: “dove finisce l’interpretazione evolutiva consentita e dove comincia quella creativa, non autorizzata?” Ha poi riflettuto su alcune sue scelte da Guardasigilli, esprimendo rammarico per non aver dedicato abbastanza attenzione alla situazione carceraria, enfatizzando l’importanza di affrontare il processo e la pena in modo equilibrato.

In considerazione dei recenti decreti Sicurezza, Flick ha espresso preoccupazioni riguardo all’approccio panpenalista adottato dal governo. “L’uso del carcere, che dovrebbe essere un rimedio estremo, è diventato la prima soluzione”, ha dichiarato, criticando il governo per affrontare problematiche sociali attraverso misure punitive piuttosto che educative. Ha rimarcato come la legge italiana stressi la necessità di misure che promuovano la riabilitazione piuttosto che la mera detenzione, evidenziando perplessità riguardo le attuali tendenze verso la panpenalizzazione.

1 Comment

  1. Mah, non posso credere che ci siano ancora queste resistenze! La giustizia dovrebbe essere una priorità, non un campo di battaglia tra governo e magistratura. Se continuiamo così, rimarremo sempre bloccati, con processi interminabili e una vera mancanza di rispetto per i diritti delle persone. È ora di cambiare davvero le cose!!!

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