La riforma della giustizia verso l’approvazione finale in Parlamento
Il Parlamento è nelle fasi finali di approvazione della riforma che prevede l’introduzione della separazione delle carriere dei magistrati nella Costituzione. La discussione generale sulla riforma Nordio è iniziata in Senato e domani mattina si attende il via libera definitivo da Palazzo Madama, riporta Attuale. Tuttavia, il tema del referendum confermativo domina il dibattito politico: il Partito Democratico ha già tenuto una prima riunione per definire la strategia da adottare, mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha auspicato che la campagna si concentri sul merito e non sulla giunta Meloni, come avvenuto durante il referendum nel 2016.
Essendo la riforma in fase di seconda lettura, il Senato non potrà apportare modifiche al testo attraverso emendamenti. Pertanto, l’Aula di Palazzo Madama ha avviato una lunga discussione con l’intervento registrato di tutti i senatori del Pd e di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), così come della maggior parte dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle (M5s). Ogni gruppo di maggioranza avrà un senatore a prendere parola.
La discussione è prevista per concludersi domani mattina, seguita dalle dichiarazioni di voto dei gruppi e dal voto finale atteso a mezzogiorno. Il ministro Nordio ha sottolineato che la riforma “non è così rivoluzionaria come si dice”, argomentando che la separazione delle carriere deriva dall’adozione del processo accusatorio nel 1983, rispetto al modello inquisitorio. Nordio ha evidenziato che in tutti i Paesi che adottano un sistema accusatorio le carriere dei magistrati sono separate. Le forze di opposizione, tuttavia, esprimono preoccupazione riguardo alla creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura (Csm) per giudicanti e Public Minister. Queste tematiche continuano a generare vivaci dibattiti tra le forze politiche italiane.
Non capisco perché ci sia così tanta agitatia per questa riforma. 😤 Separare le carriere? Non è un po’ come dire che il giornalismo e la pubblicità sono la stessa cosa? E poi, come si fa a fidarsi di chi è al potere adesso? mah…