Riforma della giustizia: Nicolò Zanon critica le opposizioni e rilancia sul referendum del 22 e 23 marzo

01.02.2026 03:25
Riforma della giustizia: Nicolò Zanon critica le opposizioni e rilancia sul referendum del 22 e 23 marzo

Riforma della giustizia: Nicolò Zanon risponde alle critiche dei Procuratori generali

Roma, 1° febbraio 2026 – Nicolò Zanon, presidente del Comitato Sì riforma e docente di diritto costituzionale all’Università di Milano, ha espresso il suo parere riguardo alle numerose opposizioni alla riforma della giustizia da parte dei Procuratori generali. “Mi aspettavo questo fuoco di fila abbastanza uniforme, nessuno si è sottratto a questa liturgia. La chiamo così perché è un refrain un po’ datato, sono sempre le solite cose. Ha risposto bene Nordio qua a Milano e ha risposto bene Mantovano a Napoli, dicendo che non è affatto una riforma punitiva, è una riforma che cerca di separare le carriere in nome della vera terzietà del giudice, vuole liberare la magistratura dal potere delle correnti e vuole prevedere una giustizia disciplinare più effettiva e più seria. Considerare tutto questo inaccettabile, punitivo, una diminuzione dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge è un’affermazione infondata, catastrofista e fuori fuoco rispetto a quello che la riforma effettivamente fa”, riporta Attuale.

La riforma della giustizia ha suscitato preoccupazioni tra i vertici della magistratura, poiché è vista come una minaccia ai poteri dell’Associazione nazionale magistrati, che teme di perdere il controllo degli organi di governo autonomo. Zanon sottolinea che, nonostante le critiche, la separazione delle carriere non è attualmente pienamente realizzata. “C’è una distinzione delle funzioni che rende difficile il passaggio da una funzione all’altra, ma giudici e pm continuano a essere colleghi: stesso concorso, stessa formazione”, afferma.

Riguardo alla composizione del nuovo Consiglio superiore della magistratura (Csm), Zanon rassicura che l’elezione dei membri laici sarà regolata in modo da garantire che non saranno designati unilateralmente dalla maggioranza di turno. “Mantovano l’ha detto, quando si farà la legge di attuazione della riforma, ci sarà la massima disponibilità a prevedere che la lista dei laici sia redatta mediante un’elezione con maggioranze parlamentari qualificate”, spiega. Secondo lui, questo processo garantirà l’integrità del sistema e un approccio equo anche nella scelta dei membri del Csm.

Zanon critica anche le argomentazioni del fronte del No, considerandole pretestuose e allarmistiche. “Dal mio punto di vista sono molto pretestuose, sono il tentativo di allarmare i cittadini con informazioni inesatte”, afferma, evidenziando la crescente curiosità tra la popolazione riguardo alla riforma. “In realtà stiamo entrando nel vivo ora, le persone sono curiose, vogliono essere informate e non con slogan gridati o semplificazioni”.

Infine, Zanon risponde a Roberto Saviano, che ha critico aspramente la riforma, definendo le sue affermazioni surreali e fuorvianti. “Guardi, c’è un florilegio di cose surreali, come dire che votare sì è fare un favore alla mafia”, conclude. “Tuttavia, gli italiani non sono così stupidi da farsi abbindolare e dobbiamo riportare il dibattito sulle questioni concrete, senza guerre di religione”.

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