Riforma della giustizia: Zaccaria avverte, “Il Csm funziona, il rischio è di indebolirlo”

23.02.2026 05:55
Riforma della giustizia: Zaccaria avverte, "Il Csm funziona, il rischio è di indebolirlo"

Referendum sulla Giustizia: Preoccupazioni per l’Indipendenza della Magistratura

Il professor Roberto Zaccaria, coordinatore del Consiglio scientifico del Comitato società civile per il No, ha espresso forti perplessità riguardo al referendum sulla riforma della giustizia in Italia. Secondo Zaccaria, la nuova legge firmata da Meloni e Nordio mette a repentaglio principi fondamentali della Costituzione, indebolendo l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, un valore fondante del sistema giuridico. “C’è il pericolo di una delegittimazione della magistratura, che significa ridurre una garanzia e un potere di controllo”, riporta Attuale.

Zaccaria ha avvertito che i pubblici ministeri potrebbero finire sotto il controllo del governo in carica. “Questa può essere una conseguenza”, ha dichiarato. Il principio della separazione dei poteri è garantito dall’esistenza del Consiglio superiore della magistratura, il cui indebolimento minaccia l’autonomia del sistema giudiziario. “La legge di revisione costituzionale distrugge questo organismo, lo spacchetta e lo indebolisce”, ha aggiunto.

In risposta alle argomentazioni a favore del Sì, che sostengono che i giudici che sbagliano non affrontano sanzioni adeguate, Zaccaria ha evidenziato l’efficacia della sezione disciplinare del Csm. “Di fronte a 100 casi esaminati, ci sono almeno la metà di provvedimenti disciplinari”, ha chiarito, difendendo il sistema esistente. “La malagiustizia non può minare l’indipendenza, si risponde con le tutele presenti nell’ordinamento”.

In merito alla separazione delle carriere dei giudici, Zaccaria ha sottolineato che citare Giuliano Vassalli è fuorviante. “Vassalli preferì il sistema accusatorio, ma chiarì che certe pratiche non avrebbero potuto funzionare in Italia”, ha affermato, richiamando le osservazioni del professor Enzo Cheli.

La campagna referendaria sembra aver visto una risalita per il No, secondo alcuni sondaggi, anche se Zaccaria addebita a una certa cautela la sua fiducia nei dati. “Certamente, la campagna elettorale aiuta a prendere consapevolezza. Questa riforma, che modifica ben sette articoli della Costituzione, suscita preoccupazioni. Le modifiche precedenti alla Costituzione, storicamente, quando sono state sostanziali, hanno avuto esiti negativi nei referendum”, ha osservato, riaffermando il legame della popolazione con la Costituzione.

Infine, Zaccaria ha messo in guardia riguardo alla tenuta democratica del Paese. “C’è un disegno complessivo del governo che non riguarda solo la riforma della giustizia, ma anche quella dell’autonomia differenziata e del premierato. Si corre il rischio di una concentrazione di poteri che mina le caratteristiche dello stato di diritto”, ha concluso, sottolineando l’importanza della separazione e dell’indipendenza dei poteri statali.

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