
Alla vigilia dell’avvio dell’iter parlamentare della legge elettorale, il centrodestra cerca di evitare uno scontro frontale con le opposizioni, puntando al dialogo. La riforma, nota come Stabilicum per il suo premio di maggioranza che promette di evidenziare un chiaro vincitore alle prossime politiche, sarà discussa domani dalla Commissione Affari Costituzionali alla Camera, riporta Attuale.
Questo passaggio tecnico sarà seguito da audizioni e dall’adozione di un testo base e cade in un contesto politico teso dopo la sconfitta del referendum sulla Giustizia. Con le tensioni dentro il governo che persistono e le voci di un possibile rimpasto, il centrodestra mira a trovare un compromesso con le opposizioni, in particolare con il Partito Democratico, che potrebbe trovare accettabili alcuni aspetti della riforma. Riconosciuta da più parti come una «riforma necessaria», l’approvazione della legge elettorale è vista come cruciale per scongiurare la prospettiva di governi tecnici nel 2027.
Le timide aperture a destra
«Se possiamo approvarla insieme è meglio per tutti», afferma un esponente del centrodestra a Open, sottolineando che forzare l’approvazione sarebbe l’ultima risorsa, onde evitare accuse di voler «truccare» la legge elettorale per garantire la prossima legislatura. La richiesta di un «tavolo con le opposizioni» è stata ribadita anche da Fratelli d’Italia, evidenziando che «il testo non è blindato», almeno per il momento.
Nella prima Commissione, i relatori saranno il forzista Nazario Pagano, Angelo Rossi di Fratelli d’Italia, Igor Lezzi della Lega e Alessandro Colucci di Noi Moderati. Questa composizione evidenzia l’incertezza del centrodestra e preoccupa il PD: «Alle parole non seguono mai i fatti», ha reagito un esponente del Nazareno, precisando che nominare quattro relatori non rappresenta un’apertura. Anzi, avvertono, «non si può dire che lo facciamo da soli e poi affermare che siamo disponibili al dialogo».
In aggiunta, il PD ha ritirato due proposte di legge presentate da Marco Furfaro e Piero De Luca per evitare qualsiasi possibile sfruttamento strumentale da parte della maggioranza. Con le difficoltà politiche attuali, è cruciale non offrire appigli ai rivali. Malgrado le resistenze, rimane aperto il dibattito sulla legge elettorale, il cui destino si intreccia con il futuro delle primarie. La segretaria Schlein ha espresso chiaramente le sue posizioni in campagna.
«Ci sono temi a livello di coalizione da chiarire, compreso l’indicazione del premier», ha fatto notare un esponente del PD, aggiungendo che finora non sono stati organizzati tavoli formali di confronto con le altre forze di opposizione.
Insiste su questo punto Angelo Bonelli di Avs: «Sarebbe utile aprire un confronto tra le opposizioni», aggiungendo che «siamo a favore dell’abbassamento del premio di maggioranza, ma resta da risolvere la questione del Senato, eletto su base regionale. La premier avrebbe dovuto affrontare il tema all’inizio della legislatura, non rifare ora la legge elettorale per paura di perdere».
Che storia incredibile! Questo tentativo di dialogo sembra più un gioco di prestigio che una vera volontà di collaborazione. Il centrodestra vuole solo evitare di essere accusato di manipolare la legge elettorale… ma la gente ha bisogno di fatti! La politica è diventata un circo: chi li capisce, capisce.