Rinviato a giudizio il cacciatore dell’orsa Amarena, simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo
Roma, 26 settembre 2025 – Il giudice pre dibattimentale del Tribunale di Avezzano ha rinviato a giudizio Andrea Leombruni, accusato di uccisione di animale e di aiuto aggravato dalla crudeltà. L’imputato, la notte del 31 agosto 2023, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, ha sparato all’orsa Amarena, uno dei simboli del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, mentre si trovava con i suoi cuccioli, di cui si sono poi perse le tracce, riporta Attuale.
Amarena, esemplare protetto, è deceduta poco dopo l’incidente, davanti all’abitazione dell’imputato. L’udienza dibattimentale è stata programmata per il 19 gennaio 2026 alle ore 9.
Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha espresso soddisfazione per l’accoglimento della costituzione di parte civile tramite l’avvocato Claudia Ricci, con 48 parti civili previste al processo. In una nota ufficiale, l’Enpa ha dichiarato: “Il provvedimento giudiziario conferma la gravità dei reati contestati: l’aver agito con crudeltà e senza alcuna giustificazione, provocando la morte di un animale simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, madre di due cuccioli ancora non autosufficienti. L’accusa sottolinea, inoltre, che l’uccisione è aggravata dalla futilità dei motivi, rendendo l’azione ancora più intollerabile e grave”.
Sono stati espressi anche commenti sui danni ecologici e simbolici provocati dalla morte di Amarena. Secondo l’Enpa, “non era soltanto un animale, rappresentava un patrimonio di biodiversità e il simbolo della convivenza possibile tra fauna selvatica e comunità locali. La sua morte non solo ha privato l’ecosistema di un esemplare prezioso, ma ha anche messo a rischio la sopravvivenza dei suoi piccoli”.
La nota continua: “Amarena non era solo un’orsa: era madre, era simbolo, era vita. È stata uccisa con un atto crudele e ingiustificabile, aggravato da futili motivi, che ha ferito non solo l’Abruzzo, ma l’intero Paese. Ora chiediamo che la giustizia sia inflessibile perché la sua morte non sia vana e diventi un monito contro ogni forma di violenza sugli animali”. Enpa ha rinnovato l’appello alle istituzioni affinché siano rafforzate le misure di prevenzione, vigilanza e sensibilizzazione per evitare che simili tragedie possano ripetersi.
I cuccioli di Amarena, ormai cresciuti, sono stati cercati più volte utilizzando batuffoli di cotone imbevuti dell’odore della madre e sono stati successivamente trovati nell’area del parco, una buona notizia dato che erano in grado di alimentarsi da soli e di cercare posti sicuri dove andare in letargo.