Rischio guerra NATO-Russia: costi da 1,5 trilioni nel primo anno

25.06.2025 15:45
Rischio guerra NATO-Russia: Bloomberg avverte, perdite globali da 1,5 trilioni nel primo anno
Rischio guerra NATO-Russia: Bloomberg avverte, perdite globali da 1,5 trilioni nel primo anno

Mosca potrebbe attaccare i Paesi baltici con un’operazione ibrida. L’Occidente a un bivio strategico

Il 24 giugno 2025, Bloomberg ha lanciato un forte allarme: in caso di conflitto tra Russia e NATO, anche solo nella sua fase iniziale, l’economia globale potrebbe perdere oltre 1,5 trilioni di dollari nel primo anno. Il report dipinge un quadro realistico e documentato, dove l’aggressione russa ai Paesi baltici non è una mera ipotesi, ma una minaccia tangibile — e potenzialmente imminente.

L’analisi, elaborata da Bloomberg Economics, sottolinea che un’escalation in Europa orientale avrebbe conseguenze devastanti non solo sul piano della sicurezza, ma anche su quello energetico, commerciale e finanziario. Gli esperti stimano una contrazione del PIL mondiale dell’1,3% solo nei primi 12 mesi del conflitto.

Una guerra non più teorica

Secondo Bloomberg, la Russia potrebbe usare un pretesto artificiale — come un sabotaggio su infrastrutture strategiche, ad esempio sulla linea ferroviaria Mosca-Kaliningrad attraverso la Lituania — per giustificare l’ingresso di truppe con la narrativa della “protezione dei cittadini russi”. Si tratterebbe, di fatto, dell’inizio di una guerra aperta contro i Paesi della NATO.

Analisti occidentali e leader baltici hanno già avvertito che Mosca sta attivamente preparando il terreno. Il rafforzamento della base industriale militare russa, incluso l’aumento massiccio della produzione di droni, munizioni e missili, indica una strategia a lungo termine — che non si limita più al teatro ucraino.

Deterrenza o guerra globale: la scelta dell’Occidente

Il rapporto di Bloomberg pone un chiaro dilemma politico: o l’Occidente investe nella deterrenza adesso, oppure dovrà affrontare costi esponenzialmente più alti quando il conflitto sarà già in corso.

“Fermare oggi l’aggressione russa è meno costoso — in termini economici e umani — che combatterla domani”, si legge nell’analisi.

Nel mirino della Russia ci sono in particolare le repubbliche baltiche, considerate da Mosca accessibili, vulnerabili e geopoliticamente strategiche. Un controllo su queste aree rafforzerebbe notevolmente la posizione russa in Europa orientale.

L’Ucraina come scudo europeo

Il ruolo dell’Ucraina rimane centrale. Finché Kyiv resiste, la linea del fronte resta fuori dai confini NATO. Ma un indebolimento del supporto occidentale potrebbe spalancare la porta a una nuova escalation.

Secondo Bloomberg, sostenere militarmente ed economicamente Kyiv oggi significa contenere l’aggressione russa prima che superi i confini ucraini. L’alternativa è un’escalation militare che travolgerebbe le infrastrutture energetiche, i mercati finanziari e la stabilità politica dell’intero continente.

Cosa serve ora

Le agenzie di intelligence europee e diversi esperti militari già da mesi indicano un aumento del rischio di un conflitto diretto tra Russia e NATO. Per questo, secondo Bloomberg e numerosi analisti, è essenziale:

  • aumentare i bilanci della difesa nei Paesi NATO;
  • rafforzare le capacità di difesa missilistica in Europa;
  • coordinare rapidamente le risposte strategiche tra alleati;
  • intensificare le sanzioni contro la Russia e tagliare i flussi critici;
  • accelerare il supporto militare all’Ucraina per evitare una guerra in casa.

La deterrenza ha un costo. Ma l’inazione costerebbe molto di più.

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