Le sfide delle candidature regionali: il nodo del Veneto e le strategie politiche in gioco
La settimana prossima si preannuncia cruciale. La riunione serale tenutasi presso la residenza della premier Giorgia Meloni non ha consentito di delineare un quadro chiaro riguardo alle candidature per le imminenti regionali autunnali. Uno dei principali punti di contesa riguarda la presidenza della Regione Veneto: la Lega di Matteo Salvini non ha intenzione di cedere questa posizione, forti del sostegno personale del governatore uscente Luca Zaia. Dall’altro lato, il partito di Meloni rivendica il diritto alla candidatura, sostenuto dal buon risultato (superiore al 30%) ottenuto alle politiche e dalla mancanza di leadership nelle regioni produttive del Nord.
La risoluzione della questione veneta avrà ripercussioni sulle altre candidature regionali. L’unica eccezione è rappresentata dalle Marche, dove il governatore di FdI, Filippo Acquaroli, sembra mantenere una posizione solida. La situazione potrebbe però essere incrinata dall’avviso di garanzia emesso ieri nei confronti del candidato del centrosinistra, Matteo Ricci, che potrebbe destabilizzare l’equilibrio del fronte progressista, se il suo partito decidesse di mantenere una postura rigida, nonostante la composizione attuale sembri soddisfare tutti.
Nella medesima serata di lunedì, il cui esito è stato deludente per la coalizione di destra, i leader del Partito Democratico, Elly Schlein, e del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, hanno avuto un incontro con il governatore campano Vincenzo De Luca. Quest’ultimo ha dato il suo sostegno alla candidatura dell’ex presidente della Camera Roberto Fico, elemento cruciale per il movimento in vista delle future alleanze politiche e già attivamente impegnato nel territorio per guadagnare consensi. Inoltre, per la Campania, si fa strada la possibilità della candidatura del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, di FdI, il quale ha manifestato interesse non solo a candidarsi, ma anche a sostenere altri candidati. Fonti della Lega hanno segnalato il nome di Giosy Romano, responsabile della missione Zes Unica e sostenitore di De Luca, ma potrebbe trattarsi di una manovra principalmente legata agli sviluppi veneti.
La Meloni continua a insistere per sostenere le candidature di Raffaele Speranzon e Luca De Carlo, mentre il partito di centrodestra ha identificarato un altro nome forte in Flavio Tosi. Tuttavia, in segno di cooperazione, hanno anche presentato una proposta “civica” con il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas. Dall’altro canto, Salvini spinge per la candidatura del segretario della Liga veneta, Alberto Stefani, pur ritenendo che il sindaco di Treviso, Mario Conte, abbia le credenziali più adatte per questo ruolo.
Il governatore uscente non resta in silenzio. Piuttosto che sponsorizzare un successore, egli prospetta l’idea di sostenere una lista autonomamente capace di raggiungere oltre il 40%, a scapito della rappresentanza di Lega e FdI. Questo è un rischio che nessuno dei due partiti può permettersi, e sarà fondamentale guadagnarsi la “non belligeranza” di Zaia, il quale potrebbe ambire a essere inserito sulla lista della Lega e a fare la propria voce sentire riguardo alle candidature future.
In Toscana, la situazione sembra chiusa, con solo il sindaco di Pistoia di FdI, Alessandro Tomasi, pronto a sfidare l’attuale governatore Eugenio Giani. Mentre in Puglia, il compito di contrastare l’ex sindaco democratico di Bari, Antonio Decaro, ricadrà sul deputato di Forza Italia, Maurizio D’Attis.
Resta quindi da vedere come si evolverà la situazione nei prossimi giorni, e quali strategie emergeranno dai vari schieramenti politici. Le scelte fatte ora avranno ripercussioni significative nel panorama politico italiano.
Riporta Attuale.
In conclusione, le prossime settimane saranno decisive per le candidature regionali in Italia, con particolare attenzione al Veneto, dove la competizione tra la Lega di Salvini e il partito di Meloni si fa intensa. La risoluzione delle tensioni interne alla coalizione di centrodestra avrà implicazioni importanti per il futuro politico, influenzando anche altre regioni come le Marche e la Campania. L’eterogeneità delle strategie proposte e la ricerca di alleanze saranno cruciali per il successo di ciascun partito, rendendo questa fase un momento di grande fermento nel panorama politico italiano.