Riunione d’urgenza a Palazzo Chigi dopo il rifiuto della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto

30.10.2025 11:35
Riunione d'urgenza a Palazzo Chigi dopo il rifiuto della Corte dei Conti al Ponte sullo Stretto

Il governo italiano è sotto pressione a seguito della decisione della Corte dei Conti, che ha negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha dichiarato che tale bocciatura è una scelta politica, non tecnica, e ha ribadito la determinazione a portare avanti il progetto, visto che ventuno università italiane vi hanno collaborato. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi, con il vicepremier Antonio Tajani in collegamento dal Niger, dove si trova in missione. Il governo sta ora valutando la possibilità di riportare il dossier in Consiglio dei ministri per un nuovo approvamento, dopo un confronto con Meloni e Tajani, riporta Attuale.

«Il Consiglio dei ministri si assumerà la responsabilità politica»

Salvini ha già avviato riunioni con tecnici e dirigenti al Mit per esplorare soluzioni operative. Fonti ministeriali assicurano che si è determinati a far partire i lavori, mentre a Palazzo Chigi si cercano modalità per superarare l’impasse istituzionale. Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, ha confermato l’intenzione del governo di proseguire, affermando che il Consiglio potrà assumersi la responsabilità politica per superare i rilievi della Corte, riconoscendo altresì la necessità di registrare gli atti con riserva.

La Corte dei Conti: «Valutazione strettamente giuridica»

La Corte dei Conti ha ora 30 giorni per fornire le motivazioni della sua decisione. Ha già distribuito una nota per rispondere alle dure critiche provenienti dal governo, precisando che la valutazione effettuata è stata esclusivamente «su profili strettamente giuridici», senza entrare nel merito dell’opera. La Corte ha inoltre sottolineato l’importanza del rispetto per l’operato dei giudici, ricordando che la Costituzione garantisce la legittimità e la regolarità della spesa pubblica.

Anm: «I giudici vanno bene solo se decidono come vuole il governo»

L’Associazione nazionale magistrati ha reagito in modo deciso, con il segretario generale Rocco Maruotti che ha parlato di «attacchi alla Corte dei Conti per aver esercitato le proprie funzioni legali». Ha aggiunto che l’atteggiamento del governo solleva preoccupazioni riguardo al controllo di legalità, affermando che i giudici sono apprezzati solo quando le loro decisioni coincidono con le aspettative governative.

Un approccio più moderato proviene dal governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha esortato a mantenere il dibattito su un piano tecnico e legale. Ha sottolineato che la situazione attuale richiede una risposta governativa, avvertendo che l’assenza di dialogo fra le parti potrebbe portare a conflitti istituzionali.

Le critiche di Bonelli: «Salvini si dimetta»

Le opposizioni hanno fortemente criticato il governo. Angelo Bonelli (Avs) ha parlato di «vittoria della giustizia» e chiesto le dimissioni di Salvini, accusandolo di promuovere un progetto non legittimato e obsoleto. Dal Partito Democratico, Andrea Casu ha richiesto un’informativa urgente in Parlamento, evidenziando un attacco senza precedenti ai giudici contabili e alle norme statali.

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