Francia: La crescente tensione sociale e l’uso contestato della forza da parte della polizia
PARIGI – La situazione in Francia è sempre più tesa, con un numero crescente di manifestazioni degli studenti e una crescente sfiducia verso la polizia. Oltre venti inchieste sono state avviate dalla IGPN, l’Ispezione generale della polizia nazionale, riguardo a possibili abusi durante le operazioni per ristabilire l’ordine, riporta Attuale.
In particolare, il blocco dei licei continua a suscitare polemiche, e martedì è prevista un’altra giornata di mobilitazione, con la partecipazione di universitari e sindacati degli insegnanti. Il governo spera che la protesta nelle scuole si attenui con l’inizio delle vacanze, ma domenica 17 ottobre, si prevede una grande manifestazione che coinvolgerà il ritorno dei gilet gialli, un movimento di protesta attivo contro il carovita e le politiche governative. Durante le manifestazioni passate, 1.800 agenti e 2.500 manifestanti e passanti sono rimasti feriti, con tragici eventi, come la morte di una donna di 80 anni a Marsiglia colpita da una granata, e numerosi feriti gravi tra i manifestanti.
Nonostante la maggioranza degli studenti manifesti pacificamente, ci sono elementi violenti provenienti da gruppi esterni che sono responsabili di atti di vandalismo. La polizia è spesso accusata di non distinguere tra i manifestanti pacifici e quelli violenti, causando cariche immotivate verso gruppi di giovani, che si limitano a partecipare a manifestazioni di protesta.
Le forze dell’ordine sono criticate per l’uso eccessivo e inappropriato di gas lacrimogeni e proiettili teoricamente non letali, come i fucili LBD, utilizzati a distanza ravvicinata. Alcuni giovani hanno subito gravi ferite, come perdita di occhi e mutilazioni. I video diffusi sui social mostrano situazioni di violenza ingiustificata da parte della polizia, sollevando interrogativi sulla metodologia di intervento utilizzata. Incidenti ripresi includono giovani portati via con forza da agenti in tenuta antisommossa e violenze su insegnanti che tentano di proteggere i loro studenti.
Il governo, rappresentato dal ministro dell’Interno Laurent Nunez, sostiene le forze di polizia, ma la crescente sfiducia della popolazione nei loro confronti è evidente. Secondo esperti, la questione è radicata in una cultura di ordine pubblico in Francia, che privilegia l’uso della forza anziché strategie di controllo e dissuasione. La situazione è complessa, con oltre seimila arresti tra i giovani e una confluenza di crisi sociali che includono il malcontento per il carovita e problematiche economiche in aumento, determinando un clima di crescente instabilità.
La durezza delle misure adottate dalla polizia solleva preoccupazioni significative riguardanti la libertà di manifestare, un principio fondamentale della democrazia.