Roberto Occhiuto indagato per truffa: l’inchiesta sui rimborsi ora a Roma

19.02.2026 09:26
Roberto Occhiuto indagato per truffa: l'inchiesta sui rimborsi ora a Roma

Il caso sui rimborsi legati all’auto di servizio di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, rieletto lo scorso autunno, ha subito un cambio di giurisdizione, passando dalla procura di Catanzaro a quella di Roma. Un’intercettazione telefonica ha riacceso l’interesse per l’indagine, con l’ipotesi di truffa aggravata legata ai bonifici per i rimborsi, accreditati su un conto di un’agenzia bancaria nella Capitale, riporta Attuale.

L’indagine per truffa e quella per corruzione

Come riportato da LaC News24, l’attività della procura di Roma si inserisce in un contesto più ampio riguardante la Cittadella regionale, dove Occhiuto è indagato per corruzione in merito ad altre questioni di competenza della procura di Catanzaro. Il fulcro dell’indagine per truffa riguarda la copertura delle spese per l’auto blu del presidente.

I dubbi dei pm

Secondo una delibera del Consiglio regionale del 28 marzo 2013, Occhiuto avrebbe diritto a un contributo mensile di 3.893 euro per il noleggio dell’auto di rappresentanza, un dato pubblicato nel sito istituzionale. Tuttavia, il dipartimento Economia della Regione Calabria avrebbe sostenuto ulteriori costi per un’Audi A6 da 245 cavalli. Le domande sorgono: di quante vetture disponeva Occhiuto? Chi ha realmente pagato? E quante volte le finanze pubbliche hanno coperto le spese per l’auto del governatore?

L’intercettazione

Il nuovo impulso alle indagini proviene da un’intercettazione telefonica. Secondo i documenti della Guardia di Finanza, il funzionario pubblico Paolo Posteraro, in una conversazione con la moglie, ha menzionato un’ulteriore auto, una Audi Q4 Sportback 40 E-Tron, a disposizione di Occhiuto, affermando: «gliene pago un’altra in forza della quale lui pija un bel rimborso dalla Regione!». I pm sospettano che Occhiuto utilizzasse una vettura per l’esercizio delle sue funzioni, importando l’ulteriore automobile già finanziata dalla Regione. È ora compito della procura di Roma chiarire la situazione.

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