Roberto Saviano: il sì al referendum rafforza le mafie e indebolisce la giustizia

30.01.2026 06:05
Roberto Saviano: il sì al referendum rafforza le mafie e indebolisce la giustizia

Il noto scrittore Roberto Saviano avverte che un voto favorevole al referendum sulla separazione delle carriere in Italia potrebbe rivelarsi un aiuto per le mafie. In un editoriale su Repubblica, Saviano sostiene che il panpenalismo sostenuto dal governo Meloni non fa altro che incrementare il numero di reati, aggravando così la già precaria situazione dei tribunali e non contribuendo alla sicurezza. Tuttavia, l’economia illegale e le collusioni tra criminalità e politica restano intatte, un aspetto che la riforma non affronta, riporta Attuale.

Una magistratura divisa

Saviano continua spiegando perché un voto favorevole può effettivamente rafforzare le mafie: «Tutto ciò che indebolisce chi le contrasta ha come diretta conseguenza quella di rafforzarle. Non si tratta di una posizione ideologica, ma della presa d’atto di una costante storica: le organizzazioni mafiose prosperano quando l’azione giudiziaria è più fragile, più divisa, più isolata, più strumentalizzata a fini politici (da Garlasco alla famiglia nel bosco). Questa riforma, sottoposta a referendum, va esattamente in quella direzione», avverte Saviano, sottolineando che una magistratura più divisa risulta essere anche più vulnerabile.

Le relazioni opache

Secondo l’autore, le indagini antimafia devono contare su strutture solide e autonome. Quando questi presidi vengono indeboliti, le inchieste non possono procedere come dovrebbero. Saviano afferma: «Separare il pubblico ministero significa renderlo più solo, più esposto, più governabile. Ciò altera gli equilibri del Csm e aumenta la permeabilità dell’ordine giudiziario all’influenza dell’esecutivo, attraverso carriere, nomine e disciplina. La separazione delle carriere non sottrae potere allo Stato: lo concentra. Ogni volta che il potere si concentra nell’esecutivo, i contrappesi democratici rischiano seriamente di indebolirsi, a favore delle mafie».

Quando vincono le mafie

Infine, Saviano conclude affermando che le mafie «vincono quando la loro presenza non fa più notizia, quando non appare più come un’anomalia, ma come un elemento ordinario del funzionamento dell’economia e dell’amministrazione. Le mafie diventano presenza normale quando non hanno più bisogno di minacciare, quando operano attraverso società pulite, professionisti rispettabili, procedure apparentemente regolari. Quando non violano le regole in modo plateale, ma le abitano e le piegano a loro profitto. È in quel momento che vincono davvero: non quando sparano, ma quando non disturbano e non fanno paura, ma quando non sembrano più un’emergenza, anzi una risorsa».

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