Roccella chiama Segre dopo le polemiche sulle «gite» ad Auschwitz

14.10.2025 17:15
Roccella chiama Segre dopo le polemiche sulle «gite» ad Auschwitz

La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha contattato telefonicamente la senatrice a vita Liliana Segre nel pomeriggio di ieri, a seguito delle polemiche sollevate dalla sua dichiarazione sulle «gite» ad Auschwitz, riporta Attuale.

Le «gite» ad Auschwitz

Nel corso di un intervento al convegno «La storia stravolta e il futuro da costruire», organizzato dall’Unione delle comunità ebraiche presso la sede del Cnel a Roma, Roccella ha affermato: «Tutte le gite scolastiche ad Auschwitz, cosa sono state? Sono state davvero gite? A che cosa sono servite? Secondo me sono state incoraggiate e valorizzate perché servivano effettivamente all’inverso. Servivano a dirci che l’antisemitismo era qualcosa che riguardava un tempo ormai collocato nella storia, e collocato in una precisa area: il fascismo. Le gite ad Auschwitz secondo me sono state un modo per ribadire che l’antisemitismo era una questione fascista e basta. E quindi che il problema era essere antifascisti, non essere antisemiti, non controllare fino in fondo quello che è avvenuto nel nostro passato, non fare i conti fino in fondo con quello che è avvenuto.

La replica di Segre

In risposta, la senatrice a vita Liliana Segre ha dichiarato: «Stento a credere che una ministra della Repubblica, dopo avere definito “gite” i viaggi di istruzione ad Auschwitz, possa avere detto che sono stati incoraggiati per incentivare l’antifascismo». Ha proseguito: «Quale sarebbe la colpa? Durante la seconda guerra mondiale, in tutta l’Europa occupata dalle potenze dell’Asse, i nazisti, con la collaborazione zelante dei fascisti locali – compresi quelli italiani della RSI – realizzarono una colossale industria della morte per cancellare dalla faccia della terra ebrei, rom e sinti e altre minoranze». Segre ha infine concluso: «La formazione dei nostri figli e nipoti deve partire dalla conoscenza della storia. La memoria della verità storica fa male solo a chi conserva scheletri negli armadi».

1 Comment

  1. Ma dai, una ministra che riduce Auschwitz a una “gita”? È vergognoso! La memoria storica è fondamentale, non capisco come si possa dire certe cose senza pensare alle conseguenze. Forse è ora di educare davvero le nuove generazioni sulla realtà del passato, invece di sminuirla!

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