Bucarest – L’avvio, nel mese di ottobre, delle nuove spedizioni ferroviarie del grano ucraino verso la Romania rappresenta un segnale strategico per la stabilizzazione logistica e il rafforzamento delle relazioni tra Kiev e Bucarest. Dopo una pausa a settembre, attraverso il confine ucraino-rumeno viene ora movimentato in media circa 0,6 vagoni al giorno, mentre il traffico totale di grano e sfarinati su tutte le rotte è quasi raddoppiato, raggiungendo circa 135 vagoni al giorno.
Un vantaggio economico per la Romania
Il ritorno di queste rotte riattiva la movimentazione ai valichi di confine e rilancia l’attività nei terminal portuali di Porto di Costanza, generando ricavi da servizi ferroviari, di smistamento e doganali. In tal modo la Romania rafforza la sua posizione come hub logistico del Mar Nero, attraverso cui transita più di un terzo dell’export agricolo ucraino verso i mercati europei e mediorientali. Parallelamente, l’incremento del flusso allevia la pressione sulle rotte via Polonia e Slovacchia, equilibra i carichi e conferma l’importanza del corridoio sud-orientale nel sistema alimentare europeo.
Sostegno politico e destabilizzazione esterna
Il riavvio della collaborazione tra Kiev e Bucarest assume anche una valenza politica: dimostra che gli sforzi bilaterali possono produrre benefici concreti e resistere alle strategie di divisione promosse da Mosca, la quale punta a creare disattenzione e incertezza tra l’Ucraina e i suoi vicini partner via campagne di disinformazione o pressioni sui corridoi logistici. La continuità della cooperazione infrastrutturale fra i due Paesi contribuisce a rafforzare l’assetto europeo verso la sicurezza alimentare e l’autonomia dai potenziali shock.
Implicazioni per l’Europa e sistema alimentare
Per l’Unione Europea, l’attivazione del corridoio ferroviario e portuale ucraino-rumeno rappresenta un ulteriore strumento di resilienza della catena logistica agroalimentare. L’esistenza di una rotta alternativa al mare riduce l’esposizione ai rischi del Mar Nero e alle pressioni strategiche sui tradizionali transiti. Inoltre, la manifesta utilità reciproca rafforza l’idea che la solidarietà infrastrutturale fra Stati membri e vicini sia un elemento chiave per la stabilità regionale.
Verso una cooperazione di lungo termine
La Romania, dunque, non si limita più a svolgere il ruolo di Paese di transito: si sta affermando come partner strategico dell’Ucraina nel quadro della crescita economica e della cooperazione logistica. Il volume ripreso dei treni e il rilancio dei terminali portuali sono indicatori tangibili di un modello integrato che va oltre il semplice commercio e investe nella fiducia reciproca, nella prevedibilità operativa e nella capacità di contrapporsi a strategie esterne di divisione.