RT lancia una campagna di propaganda in Italia con maxi-billboard

30.08.2025 12:10
RT lancia una campagna di propaganda in Italia con maxi-billboard
RT lancia una campagna di propaganda in Italia con maxi-billboard

Il 28 agosto 2025 l’organizzazione internazionale Reporter senza frontiere ha pubblicato un’indagine sulla comparsa, tra il 18 e il 24 giugno, di 22 grandi cartelloni pubblicitari lungo la tratta Roma-Bologna-Milano. I manifesti promuovevano RT Doc, la divisione documentaristica del canale russo RT, con lo slogan: «Loro vietano la verità! Noi la mostriamo. Trova le proiezioni dei documentari di RT nella tua città». RT Doc è finanziato dal Cremlino ed è soggetto alle sanzioni dell’UE dal febbraio 2022, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.

Campagna oscurata dopo l’intervento delle autorità

Il committente della campagna non è stato identificato ufficialmente. Tuttavia, secondo il giornalista Massimiliano Coccia, lo schema ricorda operazioni già osservate nel 2024, organizzate da reti filorusse attraverso contratti con agenzie pubblicitarie italiane e subappalti a più livelli. Dopo l’accertamento della connessione di RT Doc a RT, i cartelloni sono stati rimossi entro 48 ore su ordine delle autorità. In seguito, la produttrice esecutiva di RT Doc, Ekaterina Jakovleva, ha attribuito l’organizzazione della campagna all’italiano filorusso Vincenzo Lorusso, collaboratore del sito di disinformazione International Reporters.

Diffusione di documentari in violazione delle sanzioni

Secondo Jakovleva, RT Doc avrebbe realizzato oltre 110 proiezioni in 40 città italiane. L’associazione Europa Radicale ha contato almeno 139 eventi dal 2024, in violazione delle sanzioni europee. I film includono titoli come Orfani del Donbass trovano famiglie adottive e Donbass, ecco perché sono qui, che ripropongono le narrazioni del Cremlino. RT Doc ha inoltre attivato un sito specchio, accessibile senza VPN in diversi Paesi europei, nonostante i divieti dell’UE.

Le strategie della propaganda culturale russa

Gli analisti sottolineano che la propaganda attraverso il formato documentaristico risulta più sottile rispetto a quella tradizionale. Attraverso interviste a “persone comuni” o immagini d’archivio, i film costruiscono un’apparenza di autenticità, legittimando concetti come la “liberazione del Donbass” o la “lotta al nazismo”. Questo approccio emozionale riduce la percezione critica del pubblico e può favorire l’erosione del sostegno europeo all’Ucraina. Un precedente significativo è stata la presentazione del film I russi in guerra alla Mostra del Cinema di Venezia del 2024, diretto da Anastasia Trofimova, ex collaboratrice di RT.

Allerta europea e richiesta di maggiore vigilanza

Secondo RSF, l’utilizzo di intermediari pubblicitari locali dimostra la capacità della Russia di aggirare i divieti comunitari. Per questo le istituzioni europee sono chiamate a rafforzare i meccanismi di sorveglianza e sanzione, affinché nuove campagne di disinformazione non trovino spazio nei Paesi membri. La vicenda dei cartelloni in Italia rappresenta un campanello d’allarme sulla resilienza delle reti di propaganda russa in Europa.

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