Uccisa durante le proteste in Iran: la tragedia di Rubina Aminian, 23 anni
Rubina Aminian, studentessa di design tessile di 23 anni all’Università Shariati di Teheran, è stata uccisa con un colpo alla testa durante le proteste antigovernative che infiammano l’Iran da due settimane, riporta Attuale.
Rubina, originaria della regione del Kurdistan, aveva deciso di unirsi alle manifestazioni giovedì, ignara che quel giorno sarebbe stato il suo ultimo. La sua famiglia, proveniente da Kermanshah, ha raggiunto Teheran dopo aver appreso della sua morte, per riconoscerla tra i “corpi di centinaia di giovani”. Secondo quanto riportato, le autorità hanno rifiutato di consegnare la salma e hanno vietato ai genitori di svolgere il funerale vicino a casa, imponendo un controllo da parte dei servizi di intelligence. I familiari sono stati costretti a seppellire Rubina lungo la strada per Kamyaran.
«Una ragazza forte, coraggiosa, che combatteva per i suoi diritti, non permetteva a nessuno di controllare la sua vita. Lottava per i diritti delle donne», ha dichiarato lo zio Nezar Minouei alla CNN, sottolineando il desiderio di libertà di Rubina e il suo impegno per le cause giuste.
Secondo l’agenzia Human Rights Activists News Agency, le vittime delle manifestazioni sarebbero almeno 538, di cui 490 manifestanti, con oltre 10.600 arresti registrati. Alcune fonti interne al Paese parlano di oltre duemila morti.
Non posso credere che queste cose continuino a succedere. Rubina rappresenta il coraggio di tantissimi giovani che lottano per i propri diritti; è terribile che un sogno di libertà possa finire in tragedia. È un lampo della realtà che vivono in molti paesi, purtroppo… Che orrore.