Russia amplia il reclutamento di donne sudafricane

23.08.2025 11:50
Russia amplia il reclutamento di donne sudafricane
Russia amplia il reclutamento di donne sudafricane

Il 22 agosto 2025 un’inchiesta di Bloomberg ha rivelato che la Russia sta cercando di reclutare giovani donne dal Sudafrica per colmare la grave carenza di manodopera. La crisi demografica, aggravata dalle perdite umane nella guerra contro l’Ucraina e dall’emigrazione di centinaia di migliaia di uomini, ha spinto Mosca a rivolgersi all’estero per garantire continuità alla propria industria bellica. In Sudafrica, dove la disoccupazione rimane elevata, questa campagna di reclutamento trova terreno fertile.

L’ombra della produzione di droni

Secondo numerose denunce, gran parte delle donne sudafricane assunte non finirebbero nei settori del turismo o delle costruzioni, come promesso, ma sarebbero impiegate nella produzione di droni militari nella zona economica speciale di Alabuga, nel Tatarstan. Qui viene assemblato il drone kamikaze Shahed-136, già impiegato nelle offensive russe in Ucraina. Rapporti dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale (ISIS) indicano che circa il 90% delle lavoratrici giunte ad Alabuga viene indirizzato al programma di produzione di droni.

Il ruolo delle organizzazioni legate ai BRICS

Tra i principali attori del reclutamento figurano il Women’s Business Alliance dei BRICS e la Student Commission dei BRICS in Sudafrica, che hanno promosso offerte di lavoro destinate a ragazze tra i 18 e i 22 anni. Queste iniziative, sostenute anche da influencer locali sui social network, contribuiscono a rafforzare l’impressione che l’intero blocco BRICS sia indirettamente coinvolto nel supporto alla guerra russa. A maggio, il Women’s Business Alliance ha firmato un accordo per fornire 5.600 lavoratrici ad Alabuga e a Etalonstroy Ural nel corso del prossimo anno.

Preoccupazioni di diritto internazionale e sicurezza

La presenza di civili in stabilimenti militari come quelli di Alabuga solleva interrogativi sul piano della sicurezza: questi impianti, in quanto obiettivi legittimi, restano esposti a possibili attacchi. In questo contesto, le lavoratrici straniere si trasformano involontariamente in potenziali vittime di guerra. La mancata reazione del governo sudafricano, che non ha preso posizioni forti per fermare il reclutamento, alimenta dubbi sulla volontà di Pretoria di tutelare i propri cittadini e sul rischio di compromettere la fiducia della popolazione.

Espansione del reclutamento oltre il Sudafrica

La Russia non limita i propri sforzi al Sudafrica. Alabuga, già attiva nel coinvolgimento di manodopera da Paesi come Burkina Faso ed Etiopia, continua ad allargare il raggio del reclutamento verso l’intera regione africana e oltre, includendo anche cittadini di vari Paesi dell’Asia centrale. L’obiettivo resta lo stesso: mantenere in funzione la macchina bellica russa attraverso una manodopera a basso costo, trasformando lavoratori civili in ingranaggi di un conflitto che si protrae senza sosta.

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