Russia, nuova stretta sugli «agenti stranieri»: i 400 dissidenti nel mirino di Putin

20.06.2025 10:45
Russia, nuova stretta sugli «agenti stranieri»: i 400 dissidenti nel mirino di Putin

Shlosberg agli arresti domiciliari: la nuova repressione dei dissidenti in Russia

Il deputato Lev Shlosberg, già noto per essere stato dichiarato «agente straniero», è attualmente agli arresti domiciliari. La decisione, presa dal tribunale di Pskov l’11 giugno, segue un processo a porte chiuse in cui l’accusa ha contestato a Shlosberg il reiterato «discredito dell’esercito», reato che può comportare fino a cinque anni di carcere. Si fa riferimento a una sua pubblicazione su una pagina social non gestita direttamente da lui, dove sosteneva la necessità di un cessate il fuoco, il che ci mostra chiaramente come le nuove regole per coloro che sono etichettati come «agenti stranieri» siano drasticamente cambiate, rendendo più difficile la libertà di espressione, riporta Attuale.

Shlosberg, esponente del partito liberale Yabloko, ha sempre cercato di mantenere una posizione critica nei confronti del potere attuale, pubblicamente denunciando le azioni di leader come Donald Trump, accusandolo di agire «come un elefante in cristalleria». La sua analisi preoccupante della situazione internazionale e della guerra in Ucraina è stata puntuale e profetica.

Recentemente, la Duma russa ha introdotto leggi sempre più severe contro i dissidenti, consentendo procedimenti legali anche per reati di opinione commessi all’estero. Vasily Piskarev, presidente della commissione sulle interferenze esterne, ha spiegato che circa il 40% degli «agenti stranieri» ha lasciato il Paese, portando le autorità russe a cercare di perseguirli anche all’estero.

A maggio, il governo ha approvato una modifica della legge penale riguardante gli agenti stranieri, dove i reati non comporteranno più solo una multa, ma potranno portare direttamente all’arresto. Gli attivisti e i critici del governo ora devono temere gravi punizioni per anche la più piccola infrazione, poiché nuove norme estendono l’elenco delle violazioni da due pagine, che includono restrizioni sul modo di presentarsi e comunicare nelle piattaforme social.

La legislazione riguardante gli agenti stranieri esiste dal 2012, ma negli ultimi mesi si è assistito a una stretta inedita per coloro che, come Shlosberg, decidono di rimanere in Russia e continuare a lottare per i propri ideali. Le misure adottate dal governo sembrano avere un target preciso: colpire tali dissidenti e indurli a lasciare il Paese. Secondo Ekaterina Shulman, rinomata analista politica, ciò che sta accadendo a Shlosberg rappresenta un chiaro messaggio da parte delle autorità: per chi non ha compreso gli inviti a emigrare, queste nuove leggi integrano una sorta di foglio di via.

In conseguenza di questa escalation di repressione, il clima di paura e controllo cresce in Russia, con migliaia di attivisti che mettono a rischio la loro vita per esprimere dissentimento contro l’attuale regime, mentre il governo continua a consolidare il proprio potere, riducendo drasticamente le possibilità di opposizione.

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