Negli ultimi quindici anni, i salari reali dei lavoratori del commercio in Italia sono diminuiti del 10,8%, rappresentando una significativa erosione del potere d’acquisto rispetto al 2010. Questo dato funge da punto di partenza per la nuova negoziazione dei contratti nazionali del commercio, della distribuzione e dei servizi, che riguardano circa 3 milioni di persone, riporta Attuale.
I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs chiedono un aumento salariale di 220 euro al mese per contrastare l’inflazione e ripristinare il potere d’acquisto. Confrontando con altri settori, viene evidenziata una crescita del 4,5% e del 12,4% nei salari nel settore dei metalmeccanici e dell’industria del legno e arredo rispettivamente, mentre il commercio ha subito un calo significativo.
I contratti coinvolti, inclusi quelli del Terziario e della Distribuzione con diverse associazioni, saranno in scadenza il 31 marzo 2027. La piattaforma è stata approvata nella recente assemblea a Roma e verrà inviata alle associazioni datoriali entro il 30 settembre. Questa volta, i sindacati vogliono anticipare le trattative di sei mesi rispetto alla scadenza per evitare ritardi nei rinnovi.
Oltre all’aumento salariale, i sindacati richiedono aggiornamenti annuali delle retribuzioni, un minimo di ore per il part-time, regole più severe sui tempi di lavoro e il potenziamento degli scatti di anzianità. Inoltre, chiedono che le nuove tecnologie, comprese l’intelligenza artificiale, siano introdotte con consultazioni preventive e che eventuali guadagni di produttività siano condivisi con i lavoratori.
La richiesta include anche misure contro l’uso eccessivo di contratti a termine e in somministrazione, proponendo che una parte di questi venga trasformata in tempo indeterminato. In caso di cambi di appalto o franchising, vengono richieste garanzie sulla continuità occupazionale. “Abbiamo consultato decine di migliaia di lavoratori in tutta Italia”, afferma Paolo Andreani, segretario generale della Uiltucs, sottolineando l’importanza della trattativa in corso per recuperare il terreno perso negli ultimi quindici anni.