Roma, 16 luglio 2025 – L’Italia si avvia verso la creazione di un servizio pubblico nazionale di psicologia, grazie alla campagna ‘Diritto a stare bene’ che sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare presentata oggi in Senato. Questo progetto mira a garantire una presenza continua di professionisti nei contesti sociali, come scuole, università, luoghi di lavoro, sport, ospedali e carceri, integrando e potenziando i servizi esistenti e disegnando quelli attualmente assenti. La campagna ha come obiettivo la raccolta di 50mila firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento e far diventare il benessere psicologico un diritto universale, riporta Attuale.
Il disegno di legge è frutto di oltre tre anni di lavoro di un Comitato Scientifico composto da accademici, esperti e professionisti nei settori dei diritti umani, della ricerca e dei servizi pubblici. La raccolta firme è coordinata da Pubblica, un ente no profit operante nel terzo settore, supportato finanziariamente da Project System, primo fondo filantropico italiano dedicato all’attivismo civico.
L’iniziativa si propone di superare l’insufficienza e la frammentazione dei servizi di psicologia mediante interventi coordinati all’interno delle comunità, sostenuti da un investimento annuale di 3,3 miliardi di euro per migliorare ogni aspetto della rete: dalla formazione specialistica retribuita sul modello dei medici specializzandi all’inserimento del personale, fino al potenziamento del Bonus Psicologo e all’istituzione dello psicologo di base a livello nazionale. Si prevede l’impiego di fondi europei per finanziamenti specifici, oltre a generare risparmi sistemici sulle spese sanitarie e previdenziali.
Investire in psicologia non solo diminuisce le liste d’attesa, ma contribuisce anche a ridurre i costi della sanità pubblica. Questo non è un mero slogan, ma il risultato di uno studio condotto dall’Università Sapienza su oltre 3.400 utenti della piattaforma UnoBravo. I risultati rivelano che gli accessi al pronto soccorso si sono abbassati del 50%, con una notevole diminuzione nelle richieste di esami di laboratorio e farmaci. Questo si traduce in minore pressione sul sistema sanitario, riduzione dei tempi d’attesa e abbattimento dei costi.
“Questa iniziativa dimostra il vostro impegno per garantire a tutti il diritto di prendersi cura del proprio benessere psicologico”, ha affermato in un video messaggio Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali. “Concordo pienamente con quanto esposto nel vostro manifesto – ha aggiunto – il benessere psicologico non è un lusso. Senza una buona salute mentale, non si può parlare di vera libertà. Questi principi sono anche il fondamento dell’azione di Governo” e di “politiche centrali sull’individuo”.
“Ho firmato la proposta di legge di iniziativa popolare, la prima in molti anni. Lo faccio con convinzione”, ha dichiarato Luigi Di Maio, rappresentante speciale Ue per il Golfo Persico, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, in un video messaggio. “Questa proposta di legge rappresenta un passo ulteriore dopo i significativi successi ottenuti nella creazione di politiche pubbliche a sostegno delle cure psicologiche”.
Francesco Maesano, coordinatore nazionale della campagna, ha evidenziato come l’Europa disponga di un tesoro inespresso: il potenziale umano. “Investire in noi stessi, sugli studenti e i lavoratori, è fondamentale poiché il capitale umano è l’unico investimento a disposizione per un vero rilancio”. Maesano propone di creare una rete psicologica nazionale pubblica, per prevenire la violenza e l’esclusione sociale intervenendo prima che il disagio diventi emergenza, per ottimizzare la risposta del sistema sanitario e promuovere il benessere umano.
Insieme a Maesano, sono intervenuti anche i coordinatori della campagna Michela Di Trani e Paride Braibanti, Elisabetta Camussi e David Lazzari del comitato scientifico, Giuseppe Curcio per l’Associazione Italiana di Psicologia e Linda Laura Sabbadini di ChairW20. La struttura progettata per la Rete Psicologica Nazionale ha l’obiettivo di prevenire il disagio e garantire interventi tempestivi per scongiurare emergenze correlate alla salute mentale.
Recenti studi dimostrano che coloro che seguono un percorso di sostegno psicologico di almeno sei mesi riportano una significativa diminuzione nell’utilizzo dei servizi sanitari, con una riduzione del 50% degli accessi al pronto soccorso, del 15% degli esami e del 10% delle visite specialistiche. Questi dati evidenziano l’impatto positivo di un investimento mirato nel settore psicologico sulle spese sanitarie, portando a una diminuzione evidente delle liste d’attesa.
Tra i progetti in cantiere figurano l’introduzione su scala nazionale dello psicologo di base, il rafforzamento del ‘Bonus Psicologo’, il riconoscimento della funzione del Terzo Settore, e l’istituzione di un’Autorità Garante per la tutela dei diritti psicologici. La riforma della formazione specialistica universitaria per psicologi, seguendo un modello simile a quello dei medici specializzandi, con contratti di formazione-lavoro retribuiti, sarà un ulteriore passo verso l’affermazione di un servizio pubblico di supporto mentale efficiente e accessibile.