Salvini a Pechino: ricezione da Byd con una delegazione femminile

10.07.2025 16:45
Salvini a Pechino: ricezione da Byd con una delegazione femminile

L’invito rivolto dal vicepremier ai rappresentanti del gigante cinese: «Investite in Italia, ma non limitatevi all’elettrico». 

A separare Matteo Salvini dalla Byd non ci sono solo gli oltre 8mila chilometri che separano Roma da Pechino, né solo le divergenze di opinione riguardo il futuro dell’automobile. La distanza tra il ministro italiano dei Trasporti e il colosso industriale cinese sembra riguardare anche la questione della parità di genere. Almeno questa è l’impressione che emerge osservando le immagini e i video del loro recente incontro. Mercoledì 9 luglio, Salvini ha fatto visita a Pechino per incontrare i dirigenti di Byd, con un panorama piuttosto significativo: da un lato, il vicepremier con sei uomini in giacca e cravatta; dall’altro, la delegazione cinese, composta esclusivamente da donne, per un totale di quattro persone, inclusa una traduttrice, riporta Attuale.

La leadership femminile in Byd

Tra le rappresentanti del colosso cinese nel colloquio con Salvini, si sono distinte soprattutto due figure: Jenny Ji, vicedirettrice generale, e Ivy Lan, direttrice operativa. Non sorprende che Byd, nonostante il suo amministratore delegato sia un uomo, il 59enne Wang Chuanfu, presenti figure femminili di leadership. Un altro volto riconosciuto dell’azienda è, infatti, Stella Li, vicepresidente esecutiva, recentemente nominata “World Car Person of the Year” per il 2025.

L’appello di Salvini a investire in Italia (non solo nell’elettrico)

Durante l’incontro a Pechino, come riportato da una nota del Mit, Salvini ha sottolineato le potenzialità del Paese, auspicando un incremento della presenza di Byd, non solo sul piano distributivo, ma anche produttivo. Un chiaro invito a investire in Italia, che sorprende, considerando che solo un anno fa il leader leghista, durante l’inaugurazione del Salone dell’Auto di Torino, dichiarava: «Sono per il libero mercato, ma non possiamo diventare una colonia cinese». Il vicepremier ha sempre manifestato le sue riserve riguardo alla transizione verso le auto elettriche imposta dalle normative europee, una trasformazione che, d’altra parte, ha giovato notevolmente a Byd. Da qualche mese, infatti, il gruppo cinese ha superato Tesla, affermandosi così come il principale produttore mondiale di auto elettriche.

È difficile pensare che durante l’incontro a Pechino Salvini sia riuscito a persuadere i dirigenti di Byd a riconsiderare l’importanza dei motori a combustione. Tuttavia, anche da visioni profondamente diverse, è sempre possibile trovare un compromesso. Per questo motivo, il vicepremier non si è limitato a invitare Byd a investire in Italia; ha anche enfatizzato, secondo quanto riportato dal ministero, la necessità di mantenere una neutralità tecnologica che permetta di aprire il mercato a diverse opportunità senza pressioni sui consumatori. In altre parole, potranno certamente produrre e assemblare le loro auto in Italia, a condizione che non siano tutte elettriche.

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