Preparativi per l’ottavo centenario di San Francesco: un messaggio di unità e pace
Il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, istituito con la legge 140 del 2022, si prepara a promuovere un vasto programma culturale in Italia e all’estero, evidenziando i valori condivisi dal santo, in una prospettiva che oltrepassa le divisioni politiche, riporta Attuale.
Il programma di eventi, ancora in via di definizione, ha visto ieri la sua presentazione presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, in concomitanza con l’approvazione definitiva da parte del Senato della legge che reintroduce il 4 ottobre come festa nazionale, dopo la sua abolizione nel 1977. Tra le figure di spicco attese nel prossimo anno in Assisi, ci saranno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e papa Leone XIV.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha dichiarato: “L’ottavo centenario è una scadenza che si muove in continuità con l’anno giubilare ancora in corso. Ci interessa ciò che San Francesco ha da insegnare al mondo, 8 secoli dopo, per il suo significativo valore civile.” Mantovano ha anche sottolineato l’importanza della decisione unanime con cui è stata approvata la proposta di legge, evidenziando il “senso di responsabilità” nel cercare “una non contrapposizione”, in riferimento alle attuali tensioni politiche a livello nazionale.
Le celebrazioni ufficiali inizieranno il 10 gennaio 2026, con il rito di apertura dell’VIII Centenario del Transito di San Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. Il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha affermato: “Assisi è pronta a vivere il grande centenario del 2026, ad essere cuore pulsante di una festa nazionale che unisce l’intero Paese e ad accogliere milioni di pellegrini e turisti da ogni parte d’Italia e del mondo”.
Davide Rondoni, presidente del Comitato, ha sottolineato: “San Francesco è di tutti, il che non significa che chiunque possa arruolarlo sotto qualsiasi bandiera in modo strumentale, bensì che tutti abbiamo bisogno di lui e della sua opera”.