Scadenza del trattato New START segna un nuovo inizio per il controllo degli armamenti nucleari

05.02.2026 09:55
Scadenza del trattato New START segna un nuovo inizio per il controllo degli armamenti nucleari

Fine del trattato New START: una svolta nel controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Russia

Il 5 febbraio 2026 è scaduto il trattato New START, l’ultimo accordo di controllo sulle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, liberando entrambi i paesi da ogni vincolo formale inerente ai propri arsenali nucleari, riporta Attuale.

Questo trattato, firmato nel 2010 e rinnovato nel 2021, segna la conclusione di un’era di governance sul disarmo nucleare che era iniziata negli anni ’70, dopo la recente espulsione di diversi accordi, avvenuta nell’ultimo decennio. Attualmente, Stati Uniti e Russia detengono oltre l’80% delle testate nucleari globali. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha esortato entrambi i paesi a riprendere negoziati per un nuovo accordo, anche se le probabilità che ciò accada nel breve termine sono basse.

Il trattato New START prevedeva una limitazione a 1.550 testate nucleari strategiche, ovvero quelle destinate a essere utilizzate lontano dalle linee del fronte con capacità dissuasive. Le comunicazioni sulle evoluzioni e il dispiegamento degli arsenali, così come le ispezioni incrociate, si erano interrotte da qualche anno a causa della decisione russa di sospendere le ispezioni, inizialmente per la pandemia di coronavirus e successivamente a causa delle crescenti tensioni legate all’invasione dell’Ucraina.

Gli accordi del 2010 furono siglati a Praga da Barack Obama e da Dmitri Medvedev, il quale assunse brevemente il posto di Vladimir Putin. Il trattato fu poi rinnovato dal presidente Joe Biden nel 2021, dopo che il suo predecessore Donald Trump mostrò scarso interesse nel farlo. New START rappresentava l’ultimo di una serie di contratti per la limitazione degli arsenali nucleari, risalente a quelli firmati nel 1972 tra Nixon e Breznev e ulteriormente aggiornati negli anni ’80 tra Reagan e Gorbaciov.

Nei mesi precedenti alla scadenza, Putin aveva esplorato la possibilità di estendere il trattato per un altro anno, proposta che Trump definì «una buona idea», senza però concretizzarla. In risposta a domande dei giornalisti, Trump ha espresso l’intenzione di voler sostituire New START con un «nuovo e migliore accordo». Nel frattempo, l’amministrazione statunitense ha manifestato la volontà di includere la Cina nei futuri negoziati, ma senza che Pechino abbia mostrato disponibilità a collaborare.

Attualmente, la Cina possiede circa 550 testate nucleari strategiche, ma sta lavorando per allinearsi con Russia e Stati Uniti nel raggiungere il limite di 1.550 testate. Con la fine di New START, alcuni esperti avvertono che potrebbe prendere avvio una nuova fase di espansione dell’arsenale nucleare.

Prima dell’abbandono di New START, l’accordo INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), che mise al bando i missili balistici e da crociera a terra con gittata tra 500 e 5.500 chilometri, era l’ultimo trattato di non proliferazione a essere nullificato, a seguito della decisione statunitense accusando la Russia di violazioni.

La chiusura di rimandi a New START potrebbe influenzare la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare, in discussione nei prossimi mesi alle Nazioni Unite. Questo trattato, in vigore dal 1970, prevede che gli stati non dotati di armi nucleari si impegnino a non acquisirle, a condizione che i paesi nucleari adottino misure genuine verso il disarmo, ed è sostenuto da 190 nazioni, tra cui gli Stati Uniti e la Russia.

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