Minacce ai giornalisti e scommesse su eventi mondiali: il caso di Polymarket
Un missile iraniano è esploso a Beit Shemesh, a circa trenta chilometri da Gerusalemme, mentre un giornalista del Times of Israel, Emanuel Fabian, riportava i fatti. L’esplosione, che non ha causato vittime, si è rivelata problematica per alcuni utenti della piattaforma di scommesse Polymarket, che puntavano sul fallimento del sistema di protezione israeliano. Le scommesse oscene sulle conseguenze del conflitto in corso hanno portato a minacce nei confronti del reporter, implicano una manipolazione della verità, riporta Attuale.
Fabian ha scritto sull’esplosione del missile, ma ciò ha scatenato una reazione drammatica da parte di scommettitori insoddisfatti, che hanno minacciato di fargli del male se non avesse corretto la sua versione degli eventi. Questo comportamento ha sollevato preoccupazioni riguardo l’integrità della notizia e il mercato delle scommesse, specialmente quando si tratta di eventi militari e geopolitici.
La situazione ha assunto toni più disperati quando Polymarket ha avviato i controlli per determinare l’esito della scommessa sugli eventi bellici. In effetti, oltre 14 milioni di dollari erano stati scommessi sull’idea che i missili iraniani non avrebbero violato il sistema di difesa Iron Dome. Quando la verità è emersa, gli utenti della piattaforma hanno reagito con minacce crescenti nei confronti di Fabian.
In risposta, Polymarket ha condannato pubblicamente le minacce ricevute dal giornalista e ha sospeso gli account coinvolti nella scommessa incriminata. Inoltre, la piattaforma ha collaborato con le autorità per fornire informazioni utili all’identificazione dei responsabili delle intimidazioni.
Il portavoce di Polymarket ha sottolineato l’importanza di un’informazione indipendente nel mercato delle previsioni, evidenziando come tentativi di coercizione ai danni dei reporter possano compromettere la validità della scommessa stessa. Sfortunatamente, nessun sospettato è stato ancora identificato.
In un contesto simile, un riservista israeliano e un civile sono stati incriminati per aver utilizzato informazioni riservate per scommettere su conflitti futuri. Concentrazioni di scommesse enormi in relazione a eventi come l’invasione dell’Iran o le variazioni nella leadership sono diventate una preoccupazione non da poco, suggerendo un potenziale conflitto d’interessi tra informazione e profitto.
Polymarket è già stata vietata in Australia, e i membri del Congresso statunitensi stanno esprimendo preoccupazioni sull’interferenza tra politica e scommesse. Il deputato democratico Chris Murphy ha denunciato che alcuni funzionari governativi scommettono sugli eventi che loro stessi determinano, definendo questa pratica una forma di corruzione inaccettabile.
Ma è assurdo, non si può minacciare una persona solo perché ha riportato la verità!!! Questa cosa delle scommesse sulle guerre è proprio disgustosa, sembra che ci si diverta con il dolore degli altri… Siamo davvero arrivati a questo punto? E pensare che in Italia ci lamentiamo dei paparazzi!