La minaccia di Trump: “Scompariremo un’intera civiltà in una notte”
Difficile fare previsioni mentre si avvicina la scadenza di un ultimatum, poiché Donald Trump lancia minacce apocalittiche riguardo alla “scomparsa di un’intera civiltà in una notte”. Il politologo Charles Kupchan, docente alla Georgetown University ed ex consigliere della Casa Bianca, evidenzia alcuni punti critici in questo contesto, riporta Attuale.
Il linguaggio sempre più estremo di Trump ha indotto anche alcuni dei suoi sostenitori a esprimere preoccupazione per il rischio di una follia, come l’utilizzo dell’arma nucleare. In particolare, l’ex sostenitrice Marjorie Taylor Greene chiede la sua destituzione tramite l’articolo 25 della Costituzione, suggerendo la sostituzione con il vicepresidente JD Vance. “Quando stamattina ho sentito che minacciava la distruzione di un’intera civiltà, ho pensato anche io, per un attimo, all’atomica. Ma non siamo a questo, siamo molto lontani. Farà altro, forse altrettanto devastante, ma con armi convenzionali”, ha dichiarato Kupchan.
Riguardo alla possibilità di destituzione, Kupchan ha sottolineato che “chiama in causa solo un pio desiderio”, dato che il suo gabinetto ha dimostrato una fedeltà incondizionata. “Fino a ieri hanno condiviso le sue scelte; come possono dichiararlo incapace?”, ha aggiunto Kupchan. Potrebbero sorgere situazioni successive alle elezioni di midterm qualora Trump perdesse sia alla Camera che al Senato, ma “senza condanna, per la quale è necessario il voto di due terzi dei senatori, 67 su 100. Mi pare impensabile”.
Per alcuni, Trump sarebbe succube di Netanyahu, mentre altri ritengono che ascolti consiglieri estremisti. “Ha attaccato l’Iran per l’eredità politica e il suo posto nella storia, ma ha commesso un grosso errore di valutazione”, ha spiegato Kupchan, evidenziando che l’Iran resiste nonostante gli attacchi.
Attualmente, secondo Kupchan, “il tempo stringe. La chiusura dello Stretto di Hormuz sta strangolando l’economia mondiale. Politicamente, questo è disastroso per lui”. Riguardo alla possibilità di impiegare truppe di terra per risolvere la situazione, ha affermato che “tendo a escluderlo”, evidenziando i rischi che ciò comporterebbe per i soldati americani.
Trump ha criticato i paesi europei per non collaborare efficacemente, definendo la NATO “una tigre di carta”. Tuttavia, Kupchan rileva che, sebbene possano esserci divisioni, la risposta complessiva dell’Europa è stata “comprensibile e misurata”. La sorveglianza dello Stretto di Hormuz con unità militari potrebbe essere praticabile solo dopo la fine delle ostilità, poiché, attualmente, anche la potente marina statunitense evita di entrare in quelle acque per i rischi associati.